6 - Medio Ponente

Municipio VI Medio Ponente

Ricordi dalla spiaggia

Sottotitolo: 
Una spiaggia urbana ripresa in anni in cui i bagnanti cercavano refrigerio nel mare o si sdraiavano al sole, mentre ai bordi sorgevano ancora costruzioni provvisorie e capanni per la pesca.. Un mare spesso appena suggerito ai margini dell’inquadrature, perché importante era la figura umana; Scatti storici delle spiagge di Sestri e Cornigliano

In certi casi la fotografia suscita sorpresa in chi la osserva a distanza di tempo: quando e perché e talvolta dove il fotografo ha deciso di riprendere quell’immagine, di fermarla per sempre e di tramandarla in quella forma? Una spiaggia urbana ripresa in anni in cui i bagnanti cercavano refrigerio nel mare o si sdraiavano al sole, mentre ai bordi sorgevano ancora costruzioni provvisorie e capanni per la pesca.. Un mare spesso appena suggerito ai margini dell’inquadrature, perché importante era la figura umana; le costruzioni e l’acqua erano soltanto la cornice, l’occasione contingente per tramandare il ricordo di un momento felice. Ecco allora le foto di bagnanti in posa, a gruppi, evocanti momenti di allegre  gite, di compagnia. In certi casi si tratta di gruppi compositi per età e sesso, appartenenti allo stesso ceto sociale. Ciò che per primo colpisce in questo caso sono i costumi da bagno: ascellari o con monospalle o bretelle per gli uomini, veri e propri abiti, spesso scuri bordati di bianco per le donne. Per i bambini semplici slip. Per tutti, molto spesso, cappelli “da spiaggia”: in stoffa, paglia o fazzoletti annodati in maniera originale. Altre volte si tratta di gruppi omogenei: donne – con bambini e bambine – ragazzi, vigorosi nuotatori  che esibiscono il loro fisici non ancora palestrati…  La storia prende forma solo se la si guarda e per guardarla bisogna esserne esclusi: si tratta della vita di persone che appartengono alla generazione precedente alla nostra, contemporanea ai nostri nonni o al massimo ai nostri bisnonni, poco tempo fa, in termine di anni, ma tantissimo tempo fa in termine di cambiamenti di vita. Sappiamo che nel solo XX secolo il progresso tecnologico è stato superiore alla somma dei progressi verificatisi nel corso di tutti i secoli della storia dell’uomo precedenti. Osservare una fotografia è come ripercorre a ritroso il tempo, rivivere la vita delle persone che ci hanno preceduto di poco nella storia. Quelle persone sono state là, hanno voluto concludere una giornata di festa, o interrompere le loro attività di una giornata di festa, per porsi davanti all’obiettivo affidando al fotografo il compito di fissare per sempre quel gruppo, in modo che, nelle diverse copie, a distanza di anni, ciascuno potesse ritrovarsi, individuarsi tra tante altre persone  e ricostruire una pagina di storia personale. Tutte quelle persone si erano messe in posa, hanno deciso di collocarsi in un certo modo per essere tutte ben visibili, per creare un gruppo armonioso Guardando quelle foto si ritrova l’istante di tanto tempo fa, l’immobilità della foto presente sulla registrazione passata. Chi si è posto davanti all’obiettivo è rimasto per sempre impresso sulla carta fotografica , ricorda per sempre che chi è qui adesso, davanti ai miei occhi che lo guardano, che lo cercano tra tanti volti, è stato là, un tempo, insieme a quelle persone ed ha deciso di tramandare nel tempo il ricordo di sè di coloro che gli erano attorno.  La fotografia per alcuni ha l’effetto di rievocare il passato (Proust) per altri di attestare che ciò che si vede è effettivamente stato. La data è importante, perché, leggendola, si può fare subto il conto degli anni che separano dalla foto. Una foto del 1900 ritrae persone che oggi sono tutte morte, anche quei bambini dall’espressione fiduciosa o spaventata, anche quei neonati protetti dalla luce del sole da…In questo senso la foto  punto di riferimento, misura del tempo, in cui io divento protagonista,, sia pure esterno. La foto dice sicuramente ciò che è stato, la foto sembra non menta mai, può mentire sul senso  della cosa, su alcuni particolari, quasi mai sulla sua esistenza. Ogni foto è un certificato di esistenza.
Elisabetta Goggi

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Percorso fotografico

Ricordi dalla spiaggia di Sestri

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In certi casi la fotografia suscita sorpresa in chi la osserva a distanza di tempo: quando e perché e talvolta dove il fotografo ha deciso di riprendere quell’immagine, di fermarla per sempre e di tramandarla in quella forma? Una spiaggia urbana ripresa in anni in cui i bagnanti cercavano refrigerio nel mare o si sdraiavano al sole, mentre ai bordi sorgevano ancora costruzioni provvisorie e capanni per la pesca.. Un mare spesso appena suggerito ai margini dell’inquadrature, perché importante era la figura umana; le costruzioni e l’acqua erano soltanto la cornice, l’occasione contingente per tramandare il ricordo di un momento felice. Ecco allora le foto di bagnanti in posa, a gruppi, evocanti momenti di allegre  gite, di compagnia. In certi casi si tratta di gruppi compositi per età e sesso, appartenenti allo stesso ceto sociale. Ciò che per primo colpisce in questo caso sono i costumi da bagno: ascellari o con monospalle o bretelle per gli uomini, veri e propri abiti, spesso scuri bordati di bianco per le donne. Per i bambini semplici slip. Per tutti, molto spesso, cappelli “da spiaggia”: in stoffa, paglia o fazzoletti annodati in maniera originale.

 
Altre volte si tratta di gruppi omogenei: donne – con bambini e bambine – ragazzi, vigorosi nuotatori  che esibiscono il loro fisici non ancora palestrati…
 

La storia prende forma solo se la si guarda e per guardarla bisogna esserne esclusi: si tratta della vita di persone che appartengono alla generazione precedente alla nostra, contemporanea ai nostri nonni o al massimo ai nostri bisnonni, poco tempo fa, in termine di anni, ma tantissimo tempo fa in termine di cambiamenti di vita. Sappiamo che nel solo XX secolo il progresso tecnologico è stato superiore alla somma dei progressi verificatisi nel corso di tutti i secoli della storia dell’uomo precedenti. Osservare una fotografia è come ripercorre a ritroso il tempo, rivivere la vita delle persone che ci hanno preceduto di poco nella storia.
 
Quelle persone sono state là, hanno voluto concludere una giornata di festa, o interrompere le loro attività di una giornata di festa, per porsi davanti all’obiettivo affidando al fotografo il compito di fissare per sempre quel gruppo, in modo che, nelle diverse copie, a distanza di anni, ciascuno potesse ritrovarsi, individuarsi tra tante altre persone  e ricostruire una pagina di storia personale.
 
Tutte quelle persone si erano messe in posa, hanno deciso di collocarsi in un certo modo per essere tutte ben visibili, per creare un gruppo armonioso Guardando quelle foto si ritrova l’istante di tanto tempo fa, l’immobilità della foto presente sulla registrazione passata. Chi si è posto davanti all’obiettivo è rimasto per sempre impresso sulla carta fotografica , ricorda per sempre che chi è qui adesso, davanti ai miei occhi che lo guardano, che lo cercano tra tanti volti, è stato là, un tempo, insieme a quelle persone ed ha deciso di tramandare nel tempo il ricordo di sè di coloro che gli erano attorno.  La fotografia per alcuni ha l’effetto di rievocare il passato (Proust) per altri di attestare che ciò che si vede è effettivamente stato.
 
La data è importante, perché, leggendola, si può fare subto il conto degli anni che separano dalla foto. Una foto del 1900 ritrae persone che oggi sono tutte morte, anche quei bambini dall’espressione fiduciosa o spaventata, anche quei neonati protetti dalla luce del sole da…In questo senso la foto  punto di riferimento, misura del tempo, in cui io divento protagonista,, sia pure esterno. La foto dice sicuramente ciò che è stato, la foto sembra non menta mai, può mentire sul senso  della cosa, su alcuni particolari, quasi mai sulla sua esistenza. Ogni foto è un certificato di esistenza.
 

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Bagnanti

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Ricordi dalla spiaggia

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  In certi casi la fotografia suscita sorpresa in chi la osserva a distanza di tempo: quando e perché e talvolta dove il fotografo ha deciso di riprendere quell’immagine, di fermarla per sempre e di tramandarla in quella forma? Una spiaggia urbana ripresa in anni in cui i bagnanti cercavano refrigerio nel mare o si sdraiavano al sole, mentre ai bordi sorgevano ancora costruzioni provvisorie e capanni per la pesca.. Un mare spesso appena suggerito ai margini dell’inquadrature, perché importante era la figura umana; le costruzioni e l’acqua erano soltanto la cornice, l’occasione contingente per tramandare il ricordo di un momento felice. Ecco allora le foto di bagnanti in posa, a gruppi, evocanti momenti di allegre  gite, di compagnia. In certi casi si tratta di gruppi compositi per età e sesso, appartenenti allo stesso ceto sociale. Ciò che per primo colpisce in questo caso sono i costumi da bagno: ascellari o con monospalle o bretelle per gli uomini, veri e propri abiti, spesso scuri bordati di bianco per le donne. Per i bambini semplici slip. Per tutti, molto spesso, cappelli “da spiaggia”: in stoffa, paglia o fazzoletti annodati in maniera originale.

 Altre volte si tratta di gruppi omogenei: donne – con bambini e bambine – ragazzi, vigorosi nuotatori  che esibiscono il loro fisici non ancora palestrati…
 La storia prende forma solo se la si guarda e per guardarla bisogna esserne esclusi: si tratta della vita di persone che appartengono alla generazione precedente alla nostra, contemporanea ai nostri nonni o al massimo ai nostri bisnonni, poco tempo fa, in termine di anni, ma tantissimo tempo fa in termine di cambiamenti di vita. Sappiamo che nel solo XX secolo il progresso tecnologico è stato superiore alla somma dei progressi verificatisi nel corso di tutti i secoli della storia dell’uomo precedenti. Osservare una fotografia è come ripercorre a ritroso il tempo, rivivere la vita delle persone che ci hanno preceduto di poco nella storia.
 Quelle persone sono state là, hanno voluto concludere una giornata di festa, o interrompere le loro attività di una giornata di festa, per porsi davanti all’obiettivo affidando al fotografo il compito di fissare per sempre quel gruppo, in modo che, nelle diverse copie, a distanza di anni, ciascuno potesse ritrovarsi, individuarsi tra tante altre persone  e ricostruire una pagina di storia personale.
 Tutte quelle persone si erano messe in posa, hanno deciso di collocarsi in un certo modo per essere tutte ben visibili, per creare un gruppo armonioso Guardando quelle foto si ritrova l’istante di tanto tempo fa, l’immobilità della foto presente sulla registrazione passata. Chi si è posto davanti all’obiettivo è rimasto per sempre impresso sulla carta fotografica , ricorda per sempre che chi è qui adesso, davanti ai miei occhi che lo guardano, che lo cercano tra tanti volti, è stato là, un tempo, insieme a quelle persone ed ha deciso di tramandare nel tempo il ricordo di sè di coloro che gli erano attorno.  La fotografia per alcuni ha l’effetto di rievocare il passato (Proust) per altri di attestare che ciò che si vede è effettivamente stato.
 La data è importante, perché, leggendola, si può fare subto il conto degli anni che separano dalla foto. Una foto del 1900 ritrae persone che oggi sono tutte morte, anche quei bambini dall’espressione fiduciosa o spaventata, anche quei neonati protetti dalla luce del sole da…In questo senso la foto  punto di riferimento, misura del tempo, in cui io divento protagonista,, sia pure esterno. La foto dice sicuramente ciò che è stato, la foto sembra non menta mai, può mentire sul senso  della cosa, su alcuni particolari, quasi mai sulla sua esistenza. Ogni foto è un certificato di esistenza.
 

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Se la città è una Bellezza Imprigionata

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Vie, Piazze, case, condomini, abitare a Sestri e Cornigliano. Basta addentrasi nella mostra per capire il senso dell’abitare in questi spazi, spazi che si possono ben identificare in tante città italiane ed europee. Le immagini sono un testo scritto, fanno leggere, intuire a tutti noi e attendono risposte per liberare la bellezza che contengono.La loro forza evoca emozioni che, più delle parole, rendono la misura di ciò che vogliono rappresentare. Chiaroscuri, ombre, luci, colori, segni, spazi, corpi e persone diventano metafora di architetture e di vita quotidiana.

Una città diversa, bella e condizionata da spazi e strutture. Giustamente e non a caso il titolo della rassegna  è Bellezza Imprigionata. Le immagini della galleria fotografica sono state tratte dal volume: Bellezza Imprigionata, appunto, nato da un’idea di Giacomo Ricciuti, amministratore di alcuni condomini del Medio Ponente:  in via Antonio S. Elia, via Piero Maroncelli, via della Benedica, via Pietro Metastasio, via Baldovino Biglietti, via Due Dicembre.
Perché, si chiede Antonello Cassan, l’editore, un privato, un professionista, ha sentito  la necessità di pubblicare un libro, far sviluppare il suo progetto dalle fotografe Elisabetta Goggi e Diana Lapin , di organizzare una mostra e rendersi ambasciatore, in questo modo singolare, per gli spazi abitativi di 4500 famiglie? Si sente spettatore di qualcosa che non va da troppo tempo e vede i suoi amministrati sempre più deboli e sempre meno ascoltati? Interi quartieri scivolano pericolosamente nel degrado? Sente la necessità di sollecitare i pubblici doveri…?
Basta addentrasi nella mostra, nelle splendide immagini, per capire il senso dell’abitare in questi spazi, spazi che si possono ben identificare in tante città italiane ed europee. Le  immagini sono un testo scritto, fanno leggere, intuire a tutti noi e attendono risposte per liberare la bellezza che contengono.
La loro forza evoca emozioni che, più delle parole, rendono la misura di ciò che vogliono rappresentare. Chiaroscuri, ombre, luci, colori, segni, spazi, corpi e persone diventano metafora di architetture e di vita quotidiana.
Come osserva Elisabetta Papone, si tratta di immagini che non lasciano indifferenti,  anche perché sanno utilizzare il  ritmo, il linguaggio, le inquadrature giuste. Rientrano a pieno titolo, e consapevolmente, nella tradizione della fotografia “impegnata”: che è tale non solo e non tanto perché si occupa di temi di interesse collettivo, ma perché lo fa in maniera dichiarata, trasparente, senza paura di schierarsi e prendere posizione. Va da sé che GenovaFotografia, progetto nato all’interno dei musei civici genovesi per promuovere e valorizzare la cultura fotografica diffusa sul territorio, senta profondamente congeniale ai propri intenti questo lavoro.
In tal modo il simbolismo magico dell’arte fotografica diventa spunto per un importante traguardo di rinnovamento per questi ambienti urbani. Luoghi ai margini diventano i protagonisti di sensazioni mai sopite in ciascuno di noi: la rappresentazione di ciò che si ammira, si fa emozione, turbamento, sottile inquietudine, si trasforma in desiderio di rinascita.

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Percorso fotografico
immagini di Elisabetta Goggi e Diana Lapin

Coro Monti Liguri

Sottotitolo: 
Storia dell'associazione. Attività e repertorio. Vieni a cantare con noi. Galleria foto.

Il Coro Monti Liguri nasce a Genova più di 30 anni fa da un gruppo di amici e amiche appassionati di montagna, ma si costituisce ufficialmente in associazione nel 1990.
Diretto dal Maestro Enrico Appiani, si compone ora da una quarantina d’elementi, maschili e femminili, che cantano brani polifonici a 4 voci a cappella.
Pratica soprattutto il canto di montagna, sovente rielaborato o riarmonizzato, esteso ad un più vasto repertorio popolare regionale, in particolare genovese. Le principali fonti sono i repertori dei Cori della SAT e del Monte Cauriol, assieme a canti popolari di altri musicisti, canti d’autore, liturgici, natalizi e anche armonizzazioni o composizioni originali del coro stesso.
Il Coro Monti Liguri ha pubblicato due CD: il primo, in occasione dei festeggiamenti per il decennale d’attività (2000), dal titolo "Strazetti e Zime"; il secondo, più recente, in occasione del ventennale (2010), dal titolo "Venti di Armonia".

Durante i suoi 25 anni d’attività il coro ha tenuto numerosi concerti per animazione, celebrazione di feste e ricorrenze soprattutto a Genova e in Liguria. Inoltre con i suoi concerti contribuisce alla realizzazione di numerose iniziative benefiche.
Il complesso di voci ha partecipato a diverse rassegne corali.  Dal 1986 ha partecipato per ben 16 volte al Convegno Ligure delle Corali, organizzato dall'ACOL e dalla corale G.B. Trofello del cav. Mauro Ottobrini. 
Nel 2007 partecipa alla Rassegna Corale Alta Val Pustria, una convention di cori provenienti da tutto il mondo, dalla Russia alle Hawaii.
E’ tradizione consolidata la partecipazione al pellegrinaggio dei cori alpini di Genova al santuario  Madonna della Guardia, la domenica delle Palme. 
Il Coro Monti Liguri ha una divisa ed un proprio logo originale, la cui grafica richiama i crinali dei monti, il verde, il serpeggiare dei fiumi e l'azzurro del mare.
Il ventennale di fondazione è stato festeggiato nell'ottobre 2010 con un grande concerto al teatro Verdi di Sestri Ponente, assieme agli altri 5 cori alpini e popolari di Genova.
Sei curioso o interessato?  Per saperne di più e magari venire a cantare con noi, visita il sito  (http://www.coromontiliguri.it/ ),
Info. 010-663022 / 348-2609950 (maestro) - info@coromintiliguri.it

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Ragazze di fabbrica. Ceramica Ligure Vaccari

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"Alla Ceramica lavoravamo con una cappa grigia che ci dovevamo comprare. Allora era molto diverso: quando si consumava qualcosa la si rammendava. Non c'erano mascherine e chi lavorava nei reparti delle materie prime usciva bianca dai reparti, coperta di polvere. Tante sono morte soffocate dalla silicosi.” Elsa Anna. “D’inverno andavamo di nascosto nel reparto dove c’erano i forni per la cottura delle ceramiche per prendere un pezzettino di materiale refrattario con il quale ci scaldavamo le mani ogni tanto.

Ceramica Ligure Vaccari. La società, nata nel 1870, era specializzata nella produzione di rivestimenti in ceramica ed aveva sede a Ponzano Magra, dove esiste tutt’oggi. La ditta aveva vari stabilimenti in Liguria: quello di Sestri Ponente, che venne realizzato tra il 1923 e il 1930, per espansioni successive, poteva anche vantare un refettorio, che venne realizzato nel 1926. Il periodo di massima espansione dell’azienda fu nei primi anni ‘50, periodo in cui Eugenio Vaccari ricoprì la carica di presidente della Federceramica. Le condizioni di lavoro in questa fabbrica erano particolarmente dure: le operaie erano esposte alle polveri fini,che causavano la silicosi, e lavoravano in un ambiente umido. L’azienda chiuse la filiale di Sestri Ponente negli anni settanta, a causa della cessione della ditta ad un gruppo tedesco ed al conseguente piano di razionalizzazione economica. "Alla Ceramica lavoravamo con una cappa grigia che ci dovevamo comprare. Allora era molto diverso: quando si consumava qualcosa la si rammendava. Non c'erano mascherine e chi lavorava nei reparti delle materie prime usciva bianca dai reparti, coperta di polvere. Tante sono morte soffocate dalla silicosi.” Elsa Anna. “D’inverno andavamo di nascosto nel reparto dove c’erano i forni per la cottura delle ceramiche per prendere un pezzettino di materiale refrattario con il quale ci scaldavamo le mani ogni tanto. A volte uno dei padroni veniva a controllare i reparti: come entrava guardava la pulizia del pavimento e soprattutto ci voleva in silenzio. Ci ripeteva: “Lavorare è tacere, se no si perde tempo” e in quel reparto non volava una mosca.” Elsa Anna. “In Ceramica c’era la mensa e lì ho conosciuto la mia amica Gina. Non sono mai andata dove lavorava lei, perché lavoravano al chiuso in modo da non far prendere aria al materiale. Spesso facevamo più di otto ore, ma gli straordinari non vennero mai pagati. La silicosi ha colpito tutte le anziane tra cui la mia amica Gina, morta a 58 anni.” Giovanna (Maria Bettina). “Sì, lo sapevamo: in fabbrica si prendeva la silicosi, ma, per la miseria, si andava a lavorare lo stesso.” Maria.

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Percorso fotografico
Foto storiche delle operaie della Ceramica Ligure Vaccari.

Sestri, distradamente. Volti colori e poesia

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Volti, colori e poesia di una città raccolta e raccontata per strada. Un volto che sorride, un bimbo che corre. Un colpo d’occhio, il senso del colore, l’immagine che si ferma, ecco la vita di ogni giorno

Un volto che sorride, un bimbo che corre. Un colpo d’occhio, il senso del colore, l’immagine che si ferma, ecco la vita di ogni giorno. Potrebbe essere soltanto una foto. Invece è un mondo che diventa vita, prende forma, proprio nel momento che la macchina fotografica lo fissa. Si può raccontare una città con un’immagine, si può spiegare lo scorrere della vita e delle persone con una fotografia? Guardando le immagini di Elisabetta Goggi, la risposta è naturale, perché la foto, sentimento senza suoni e movimenti, riesce a cogliere e a trasmettere l’essenzialità di un gesto, la profondità di un momento. Senza il bisogno della situazione estrema, dell’evento eccezionale. Basta la vita di tutti i giorni, il lento e profondo scorrere delle rotte quotidiane. Dimostrando come sia bello, facile e profondo, vivere in una realtà fatta di riti e di rispetto, quando si frequenta un luogo amato e soffuso di sentimenti. E vivere a Sestri consente questa e altre magie. Brava la fotografa a cogliere l’attimo, fortunate le persone che vivono qui. Queste foto sono un po’ come rime amate, quando bastano pochi versi a farci ricordare e rivivere una poesia.

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Percorso fotografico
Volti, colori e poesia di una città raccolta e raccontata per strada.

Contatti

Municipio VI Genova Medio Ponente
Villa Spinola Narisano - Viale Narisano 14 - 1°piano
c.a.p. 16152
Tel. 010 5576205
fax. 010 5578220
e-mail. municipio6@comune.genova.it   
casella P.E.C. municipio6.comge@postecert.it

Croce Verde di Sestri ponente

Punto di riferimento sociale, centro di aggregazione, cardine dell’assistenza. La Croce Verde di Sestri-Cornigliano è questo da 107 anni. E molto di più. Collaborazione e sostegno costituiscono la base di quest’associazione centenaria, profondamente inserita nella storia della cittadina ligure e radicata nel cuore dei suoi abitanti, che la sostengono con 4.000 adesioni e 250 volontari, dai quindici anni in su. Ogni anno effettua 21.000 servizi , 70 ogni giorno tra urgenze, attività ordinarie e dialisi.

L'assistenza
L’assistenza sul territorio è rivolta soprattutto alle vittime di incidenti stradali e a persone colpite da malori improvvisi. Ma non sono solo le urgenze a mobilitare i volontari. Ogni giorno, infatti, con un’opera silenziosa e oscura, i militi della Croce Verde accompagnano cittadini che necessitano di assistenza medica (dialisi, cure fisioterapiche) a Villa Scassi, Voltri, San Martino o dove altro occorra. Attendono il termine della visita e riaccompagnano il paziente a casa. Svolgono un’attività preziosa e utile per la comunità, mossi da uno spirito di solidarietà e partecipazione. Operano sul territorio regionale ma non solo, infatti fiore all’occhiello dell’associazione è stata la capacità di offrire assistenza anche ad altre regioni in caso di alluvioni, disastri, emergenze, com’è avvenuto di recente con il terremoto in Abruzzo. 

La storia 
Se volete toccare con mano un pezzo di storia d’Italia, la Croce Verde vi dà questa possibilità. Custodita in una teca al primo piano della sede di Sestri, è possibile ammirare la barella con cui fu soccorso Giuseppe Garibaldi. Proprio quella che trasportò l’Eroe dei due mondi quando fu ferito a una gamba in Aspromonte, come ricorda la celebre canzone. A condurre in salvo l’illustre condottiero fu l’Associazione dei Carpentieri, una delle prime squadre operaie di soccorso nate a Sestri. Quando quest’ultima si sciolse, il cimelio fu donato alla Croce Verde, in una sorta di simbolico passaggio di testimone tra i volontari, che giunge fino ai soccorritori di oggi: portatori di quella fiaccola che ha attraversato più di cento anni di storia senza mai spegnersi, alimentata com’è da sempre rinnovato impegno. Fondata il primo ottobre del 1903 per iniziativa di un gruppo di lavoratori e commercianti sestresi, la Croce Verde si dedica da oltre un secolo ad attività sociali e di solidarietà. Trasformazioni interne al gruppo, cambiamenti della società, momenti difficili del Novecento con il Fascismo, la violenza, i soprusi del regime, non hanno mai intaccato la devozione e la serietà che da sempre caratterizzano l’opera dell’associazione. Durante la Resistenza è stata una base di riferimento per la lotta antifascista sestrese, per la riconquista della libertà e per la ricostruzione: la sua storia si è intrecciata con le vite dei cittadini, ai quali è stata vicina nei momenti di bisogno, come in quelli di festa. Ancora oggi svolge una funzione fondamentale anche nel mondo dell’associazionismo di Sestri, grazie alla sua costante presenza alle manifestazioni sportive, culturali e di intrattenimento.

I volontari
Sono studenti, lavoratori, pensionati: 250 persone che dedicano parte del loro tempo alla collettività, gratuitamente. Da oltre un secolo uomini e donne accomunati dallo stesso spirito di solidarietà, si prodigano nell’aiuto e nell’assistenza del prossimo. Alcuni volontari, nel 1955, hanno fondato il “Gruppo donatori di sangue” che da oltre cinquant’anni collabora con l’ospedale di Sestri. Oggi i donatori sono 300. E la Liguria è una delle poche regioni a donare sangue ad altre.

Le iniziative
Croce Verde è anche formazione. I volontari della Pubblica Assistenza sestrese stanno organizzando dimostrazioni nelle scuole, con l’obiettivo di sensibilizzare e avvicinare i giovani al volontariato e a tematiche sociali. La prima risposta è stata positiva e l’iniziativa ha portato ottimi risultati: numerosi ragazzi si sono presentati presso la sede, interessati a svolgere un corso di Primo Soccorso della durata di tre mesi. Attraverso la proposta formativa, la Croce Verde vuole diffondere il proprio messaggio alle nuove generazioni e dare ai giovani la possibilità di impegnarsi in attività utili e arricchenti dal punto di vista umano e di vivere un’esperienza coinvolgente. Croce Verde è anche un’occasione per stare insieme e condividere momenti di gioia e svago: l’associazione organizza corsi di ballo e due serate danzanti al mese. Possiede inoltre un “Gruppo micologico” dal 1970. Il gruppo studia e classifica i funghi tipici della zona genovese e promuove manifestazioni e mostre aperte a tutti i cittadini, a scolaresche e appassionati. Dal 1999 è editrice del “Corriere di Sestri”, mensile di informazione e cronaca.

I problemi
“La chiusura di alcuni reparti dell’ospedale di Sestri ha provocato l’intasamento del pronto soccorso di Villa Scassi: i pazienti che necessitano di cure ortopediche, traumatologiche, urologiche e chirurgiche non possono essere curati dal Padre Antero e vengono mandati a Voltri o Sampierdarena”. Lo denuncia il presidente della Croce Verde di Sestri, Giuseppe Egidio Nicoletti. La cancellazione di queste unità sanitarie, avvenuta nel 2005, secondo Nicoletti, causa lunghe attese nell’ospedale di Villa Scassi. Spesso i letti disponibili non sono sufficienti: “Barelle, volontari e ambulanze che potrebbero servire per il soccorso di altre persone – prosegue il presidente – sono invece obbligati a rimanere a Villa Scassi”. Se venisse riaperto il reparto di chirurgia del Padre Antero “la metà dei problemi sarebbe risolta”. Oltre a questo, rimane complicato il problema della reperibilità dei farmaci nelle ore notturne, diffuso da anni in tutta la regione. Quando cala il buio è quasi impossibile trovare una farmacia aperta nel raggio di pochi chilometri, il che costringe i cittadini a prendere l’auto per procurarsi i medicinali. Senza considerare i disagi causati agli anziani e a coloro che non dispongono di mezzi di trasporto privati.

I recapiti
Pubblica Assistenza Croce Verde Via Gian Giacomo Cavalli 5 Telefono: 010 6048142/3 IL Presidente invita a sostenere la Croce Verde devolvendo il tuo 5x1000. Il conto corrente per il versamento è 80031670104. Destinare il 5 per mille non comporta una spesa per il cittadino. Si tratta di vincolare il 5% del proprio IRPEF a sostegno di un’associazione. Altrimenti il 5 per mille rimane allo Stato.

Valentina Scalise

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Contatti
Indirizzo: 
Via G. G. Cavalli, 5
C.A.P.: 
16154
Comune: 
Genova
Telefono: 
010/6048142
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Numeri utili

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E' in vigore il "Numero Unico Europeo di emergenza" 112, che sostituisce i precedenti 113 - 112 - 115 - 118.
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S. GIACOMO: Via cornigliano, 67 r. Tel. 010/6512085
VENZANO: Piazza Massena, 11 r. Tel. 010/6518077

SCUOLE INFANZIA E NIDI COMUNALI A CORNIGLIANO
COMUNALE NIDO CASTELLO RAGGIO Via Gattorno, 6 - 16152 Cornigliano 
Tel. 010/6511050 - Fax. 010/6040966
COMUNALE INFANZIA DON BOSCO Via Coronata, 50 - 16152 Cornigliano  
Tel. 010/6518397 - Fax. 010/6011060
COMUNALE INFANZIA ROSSA GUIDO* Via Gattorno, 6 - 16152 Cornigliano 
Tel. 010/6511095 - Fax. 010/6011874
COMUNALE INFANZIA VILLA DOFOUR Via Bordone, 12 - 16152 Cornigliano 
Tel. 010/6511110 - Fax. 010/6045234
  
SCUOLE INFANZIA E NIDI COMUNALI A SESTRI
COMUNALE NIDO GABBIANO Piazza Consigliere, 7 - 16154 Sestri 
Tel. 010/6042342 - Fax. 010/6043494
COMUNALE NIDO VELIERO Via S. Tomaso D’Aquino, 7 -  16154 Sestri 
Tel. 010/6500416 - Fax. 010/6505528
COMUNALE INFANZIA VILLA SCIALLERO Via Negro, 6 - 16154 Sestri 
Tel. 010/6045673 - Fax. 010/6511794

ISTITUTO COMPRENSIVO CORNIGLIANO
INFANZIA PIAGET Giardini Melis - 16152 Cornigliano
Tel. 010/6502906
PRIMARIA FERRERO Via N. Cervetto, 42 - 16152 Cornigliano 
Tel. 010/6515219 - Fax. 010/6513517
PRIMARIA SBARBARO Via G. Bordone, 12 - 16152 Cornigliano
Tel. 010/6513028
PRIMARIA DON BOSCO Via Coronata, 48 - 16152 Cornigliano 
Tel. 010/6517642
SECONDARIA DI I GRADO V. CORONATA Via Coronata, 49 - 16152 Cornigliano 
SECONDARIA DI I GRADO VOLTA  Via Cornigliano, 9 - 16152 Cornigliano
Tel. 010/6513550 Fax. 010/6513394
   
ISTITUTO COMPRENSIVO SAN GIOVANNI BATTISTA
INFANZIA XVI GIUGNO  Via S. Maria della Costa, 37  - 16153 
Tel. 010/ 6042351
PRIMARIA S.GIOVANNI BATTISTA* Via A. Del Sarto 20 -  16153 Sestri 
Tel. 010/6045331 Fax. 010/6045565
PRIMARIA RODARI P.zza G. Di Vittorio 6 - 16153 Sestri 
Tel. 010/6045618
SECONDARIA DI I GRADO CENTURIONE Salita Cataldi 5 - 16154 Sestri 
Tel. 010/6591942 Fax. 010/6591942

ISTITUTO COMPRENSIVO SESTRI EST
INFANZIA V. S.ELIA Via A. Sant’Elia, 108 - 16153 Sestri 
Tel. 010/6502785
PRIMARIA TOMMASEO Via Boeddu, 10 - 16153 Sestri 
Tel. 010/6511613
PRIMARIA FOGLIETTA* Via Ursone da Sestri - 16154 Sestri
Tel. 010/6531858 Fax. 010/6515147
SECONDARIA DI I GRADO GRAMSCI Via Boeddu, 10 - 16153 Sestri 
Tel. 010/651267 Fax. 010/6520100
 
ISTITUTO COMPRENSIVO SESTRI
INFANZIA PEZZANI Via S.Alberto, 18 - 16154 Sestri 
Tel. 010/6500582
INFANZIA GIRASOLE Via A. Del Sarto - 16153 Sestri 
Tel. 010/6011507
INFANZIA VILLA PARODI Via Vado, 39/a - 16154 Sestri 
Tel. 010/6018889
PRIMARIA CARDUCCI* Viale Rigon, 16 - 16154 Sestri 
Tel. 010/6041589
PRIMARIA PEZZANI Via S.Alberto, 18 - 16154 Sestri 
Tel. 010/6500582
PRIMARIA ALFIERI Via P.Rostan, 7 - 16155 Sestri 
Tel. 010/667146
SECONDARIA DI I GRADO ALIGHIERI  Via Vado, 39 - 16154 Sestri 
Tel. 010/6521210 Fax. 010/6521210

ISTITUTO COMPRENSIVO BORZOLI
INFANZIA XXV APRILE Via Muscola, 23 - 16153 Sestri 
Tel. 010/6505594
INFANZIA V. FRATELLI DI CORONATA Via F. di Coronata, 11 - 16153 Coronata 
Tel. 010/6511311
PRIMARIA 2 GIUGNO Via F. di Coronata, 11 - 16153 Coronata 
Tel. 010/6511311
PRIMARIA XXV APRILE* Via Muscola, 23 - 16153 Sestri 
Tel. 010/6501317
SECONDARIA DI I GRADO V. FRATELLI DI CORONATA Via F. di Coronata, 7 - 16153 Coronata
Tel. 010/ 6521489 Fax. 010/6521489
SECONDARIA DI I GRADO XXV APRILE Via Muscola, 23 - 16153 Sestri 

SCUOLE PARITARIE DEL MEDIO PONENTE
ARCOBALENO INFANZIA Via Fratelli Di Coronata, 11 - 16152 Coronata
SAN GIOVANNI BATTISTA INFANZIA Via Domenico Oliva, 1 - 16153 Sestri
DON DASTE INFANZIA Via Vado ,27 - 16154 Sestri
UMBERTO E MARGHERITA INFANZIA Via Ferro, 2 - 16154 Sestri
NOSTRA SIGNORA DELLA NEVE INFANZIA Via Vado, 28 - 16154 Sestri
CALASANZIO PRIMARIA Via N. Cervetto, 40 - 16152 Cornigliano
NOSTRA SIGNORA DELLA NEVE PRIMARIA Via Vado, 28 - 16154 Sestri
CALASANZIO SECONDARIA DI 1° GRADO Via Cervetto, 40 - 16152 Cornigliano
 

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