6 - Medio Ponente

Municipio VI Medio Ponente

"Pioggia di stelle"

Sottotitolo: 
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CARLO  MINOTTI
   Nato a Milano nel 1950,dopo aver vissuto fino alla fine degli anni '80 a Cassina Savina e a Meda (MI), si trasferisce a Genova , dove a tutt'oggi risiede. Ingegnere elettronico, ha insegnato  elettrotecnica nella scuola media superiore; è stato docente presso l'Istituto Tecnico Nautico "S. Giorgio" di Genova dal 1995 al 2007. Dai primi anni ’80 è iscritto al Circolo Fotografico di Como. Ha partecipato inoltre alle attività del Gruppo Polaser di Faenza, dell’Università Popolare Sestrese, del 36° Fotogramma , del Circolo "Exposed" e di ”Comunicarte” di Genova. Ha costantemente abbinato la produzione di immagini con ricerche e sperimentazioni del linguaggio fotografico.Dal B/N e colore tradizionali, all’uso artistico della fotocopiatrice, per passare poi alle  pellicole Polaroid e  alla moderna fotografia digitale.
Mostre collettive:
a Como(Villa Olmo e Serre Ratti, anni '85 e '86) e a Genova (Pegli e Palazzo Ducale, anni '93 e '99); collettive "Saturarte" (Genova, dicembre 2001 e 2002); collettiva per il Natale presso il Centro Culturale "Nicolò Barabino" di Sampierdarena nel 2002. A Casnate (CO) nel 2001. Alla Rocca di Faenza (nov. 2003), al Teatro Genovese (dic. 2003), alla Libreria Feltrinelli di Genova (ott. 2004). A Parigi col gruppo “Polaser” presso la Maison d'Italie - Citè Universitaire (dic.2004) e presso la Galerie "Artcore-Espace Molière" (dic.2005). Presso lo studio fotografico "Karl Bulher" di Genova (gennaio '07) e all'Università Popolare Sestrese (febbraio '07).A Palazzo Fieschi di Sestri P. ( marzo 2007 e maggio 2007). A Sestri Levante (Baia del silenzio, nel giugno 2007).A Genova Sestri nella sala espositiva “Palazzo Pessagno” (marzo 2008) e al “Bar Marmo”(marzo 2008).Al Centro “Nicolò Barabino” di Sampierdarena (nov. 2008). All’Università Popolare Sestrese (dic. 2008). A Sestri Ponente nel giugno 2009 nell’atrio di Palazzo Fieschi e nel novembre 2009 presso la Biblioteca “Bruschi”.
Mostre personali:
ad Acquate di Lecco nel '91, a Meda e a Genova (al Teatro Politeama Genovese) nel '99; a Cabiate (CO) nel 2000 e a Cesano Maderno (MI) nel 2001; presso la Libreria Feltrinelli di Genova (settembre 2002) e presso la Fotogalleria "Italia" di Faenza (febbraio 2003). Al Centro "Nicolò Barabino" di Sampierdarena (giugno 2003) e presso il Caffè Klainguti  nell'aprile 2003. Presso il Centro Civico "Villa Spinola Narisano" di Cornigliano (febbraio 2004). Al Centro Commerciale "L'Orologio" di Cesano Maderno (dic.2005).Presso il Caffè "Klainguti" nel settembre 2006. Nella Villa Sironi di Oggiono (LC) nel settembre/ottobre 2006. Presso il Museo Civico "Andrea Tubino" di Masone (dic. 2006- gennaio 2007).A Sestri Ponente presso la galleria d'arte "Art 3" nell'ottobre 2007. Al Centro Civico “Villa Spinola Narisano” di Cornigliano (maggio 2008) . Al “Bar Marmo” enoteca a Sestri Ponente (luglio 2008).Presso Antiqua 2009, alla Fiera di Genova con “Mosaici” nel febbraio 2009. Al Museo di Masone nell’aprile 2009 con la mostra “Di segni e di sogni” e ancora a Masone nel giugno 2009 con “Frammenti” nell’ambito della XII Rassegna Internazionale di Fotografia. Nel dicembre 2009 e nell’aprile 2010 presso la Saletta del Municipio VI Medio Ponente in via Sestri. Nel giugno 2010 nell’Oratorio “Morte e orazione” di Sestri Ponente con la collaborazione di Mario Lepratto (poesia) e di Lorenzo Massobrio (pittura).A dicembre 2010 nella Saletta di via Sestri.
Dal 1998 si è occupato di fotografia in ambito scolastico, documentando le attività didattiche e tenendo (per nove anni) corsi per gli allievi. Nel 2001 ha  conseguito l'abilitazione all'insegnamento di Tecnica Fotografica nella scuola media superiore.
Alcune sue immagini, tratte da un reportage fotografico sulle scritte murali genovesi (dic.1999), sono state utilizzate dal giornale "Area di servizio" edito dall'Associazione Comunità di San Benedetto al Porto, di  Genova.
Proiezioni di diapositive (a Como, Sala della Circoscrizione). "Frammenti" nel 1986 e "Pagine" nel 1989.
               Dal 2006 ha iniziato una ricerca sul rapporto tra la fotografia e le altre arti visive: con la scultura (mostre con lo scultore Paolo Polli a Oggiono di Lecco e a Genova; mostra su “La decollazione di San Giovanni Battista”, opera di Marcantonio Poggio, XVII secolo, in collaborazione con Mario Lepratto e Lorenzo Massobrio nell’Oratorio “Morte e 0razione”di Sestri Ponente ), col mosaico (mostra abbinata ai lavori dell’artista genovese Donatella Malavasi alla Fiera del mare presso “Antiqua”), con la pittura (mostre coi pittori Ivani di Sestri Levante e Cazzola di Genova nella Saletta di via Sestri; mostra col pittore Visora  presso il Museo Civico di Masone.

 
Mostre didattiche in Genova:


- Progetto "Janua 1":
"Genova portuale e industriale: immagini di una città che cambia".
Anno scolastico 2004-'05. Sede espositiva: Centro Civico "Villa Spinola" di Cornigliano. Lavoro realizzato da allievi e docenti di 10 classi dell'Istituto Nautico "S. Giorgio" di Genova.
Insegnante coordinatore per la fotografia: Carlo Minotti.
La mostra è stata altresì esposta a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova, con la collaborazione di docente (prof. De Batté)e allievi della Facoltà di Architettura.

- Progetto "Janua 2": "Mazzini: fotografie in libertà".
Anno scolastico 2005-'06. Sede espositiva: Torre Grimaldina di Palazzo Ducale. Lavoro realizzato da allievi e docenti delle classi quarte dell'Istituto Nautico "S. Giorgio"  di Genova con la collaborazione di docente (prof. De Batté) e allievi della Facoltà di Architettura.
Insegnante coordinatore per la fotografia: Carlo Minotti.
I progetti sono stati realizzati con il patrocinio del Comune di Genova e finanziati dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di S. Paolo.
 

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Marina Genova Aeroporto

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Due passi sul mare e barche da sogno a Sestri Ponente

Barche da decine di metri, negozi, ristoranti e abitazioni di lusso in un quartiere sofisticato e ultramoderno: è questo lo scenario da sogno che caratterizza la marina di Sestri Ponente. Il litorale a ridosso dell’aeroporto - tradizionalmente occupato da circoli di pescatori, società di canottaggio e piccoli club velici -  si trasforma in un attrezzatissimo porto turistico capace di ospitare duemila barche e circondato da un «borgo» residenziale attrezzato per il turismo nautico di alto livello.
Il progetto, il più importante del Mediterraneo occidentale nel campo della nautica da diporto, dispone di cinquecento posti barca destinati ai privati, mille e cento posti riservati alle associazioni nautiche genovesi e centocinquanta posti «de luxe» sistemati sotto le finestre dei nuovi residence che verranno costruiti; gli ideatori non nascondono di aver pensato in grande: sono stati progettati ben cento posti per imbarcazioni da trenta a novanta metri. Le assegnazioni dei posti barca, che prevedono un diritto di utilizzo di quarantacinque anni, offrono al cliente la possibilità di pianificare un leasing per distribuire il costo nell’arco di dieci o dodici anni.
La marina è dotata di ogni servizio per i naviganti (come il più grande distributore di carburante del Mediterraneo, officine meccaniche di assistenza, veleria, falegnameria, tappezzeria e forniture per la nautica) e supporti di alta tecnologia. Sono presenti negozi, bar, pub, ristoranti, una lussuosa foresteria e, naturalmente, un escluvissimo club. I più importanti brokers internazionali e grossi importatori di barche e cantieri italiani hanno scelto di costruire una sede nella marina «dell’aeroporto», che ha anche il vantaggio di potersi appoggiare ai tre cantieri navali storici di Sestri, che distano poche centinaia di metri.
«Le tre grandi darsene, con moli di duecento e trecento metri, sono state ultimate e stiamo procedendo alla costruzione delle abitazioni - spiegano i costruttori -.
La “Marina Genova Aeroporto“ si apre ad un bacino d’utenza non solo ligure, ma soprattutto lombardo, piemontese e del nord Europa». Un ruolo chiave, in questo senso, lo riveste la posizione strategica del porticciolo: vicinissima al casello di Genova Aeroporto e allo scalo internazionale del «Cristoforo Colombo», la marina di Sestri è ad un passo da Torino e Milano e ad un’ora di volo dalle principali Capitali europee. Al centro del golfo di Genova, il porticciolo «dell’aeroporto» è il molo ideale da cui salpare per le mete della nostra Riviera, per la Corsica, la Sardegna, la Costa Azzurra, senza contare la sua privilegiata condizione di porto naturale, al riparo da mareggiate e burrasche di vento.
La "Marina Genova Aeroporto" rappresenta, inoltre, per tutti i cittadini del Medio Ponente e di Genova un luogo dove passeggiare e trascorrere momenti sereni da una prospettiva insolita, guardando Sestri e la costa limitrofa dal mare.

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Percorso fotografico
Alcuni scorci della Marina Genova Aeroporto Foto: Maria Grazia L'Abbate, redazione web Municipio VI Medio Ponente

Villa Bombrini

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Un gioiello da scoprire a Cornigliano. Villa Durazzo Bombrini di Genova Cornigliano è sicuramente il più prezioso e innovativo esempio di architettura residenziale del XVIII secolo della nostra città.

Villa Bombrini fu costruita a partire dal 1752, su progetto di Pierre Paul De Cotte per il marchese di Gabiano, Giacomo Filippo II Durazzo.
Il De Cotte, ufficiale francese, giunto a Genova nel 1747 su un vascello alleato della Repubblica, vi si stabilì per qualche tempo; ingegnere militare, contribuì, al disegno e alle prime fasi della realizzazione del sistema di fortificazioni genovese, in particolare tra 1756 e 1758 progettò e sovrintese alla costruzione di Forte Diamante, finanziato proprio da Giacomo Filippo II Durazzo.
Nel rapporto professionale instauratosi tra il marchese Durazzo e il De Cotte si inserisce la progettazione e la realizzazione della residenza di villeggiatura di Cornigliano.
Questo edificio, costruito quasi del tutto ex novo, fu concepito dal suo progettista con il tipico impianto degli hotels francesi (dimore aristocratiche): un corpo di fabbrica centrale e 2 ali laterali attorno ad una vasta cour d'honneur, tipo di costruzione che, in maniera del tutto innovativa, riusciva a conciliare le esigenze di rappresentanza e di grandiosità con una  moderna esigenza di accoglienza e intimità. Tale impostazione, ormai consueta presso l'aristocrazia francese, era sicuramente rivoluzionaria per il contesto genovese (ancora legato ad edifici di impostazione cinquecentesca) e veniva a porsi come scelta di avanguardia che superava i riferimenti locali pur riuscendo a ribadire l'immagine di supremazia e di potenza ricercata dal committente.
Coerentemente con la spiccata francesità che lo caratterizza, la villa accoglie al suo interno il primo magnifico esempio di scalone completamente a sbalzo costruito a Genova: in marmo di Carrara, l'impianto è aereo ed elegante, curato nei particolari e incorniciato dalla levità dei ricami della ringhiera di ferro dipinto.
Verso il 1778, ad opera del genovese Andrea Tagliafichi, la residenza vede l'aggiunta del portico e la ristrutturazione di molte stanze.
Degni di nota sono ancora le decorazioni dei saloni di rappresentanza, i lavori in ferro battuto, sia fissi che mobili, la struttura originale del tetto e della copertura.
Infine, l'ampio salone di rappresentanza del piano terra, la Sala al Mare, accoglie due importanti tele (misurano entrambe circa m 3,15 x 4,35) raffiguranti gli episodi biblici di Debora e Barach e Giuditta che mostra la testa di Oloferne, del pittore napoletano Francesco Solimena, eseguite intorno al 1717, su commissione dei marchesi Durazzo - e inizialmente destinate alla loro residenza cittadina di Via Balbi.
Lo splendore e la magnificenza che caratterizzavano la residenza, varcavano l'impianto dell'edificio e si estendevano nei rigogliosi giardini che arrivavano, tra pergolati, alberi e siepi a lambire il mare (all'epoca dei Durazzo distante poco più di  300 metri).
La ricca residenza Durazzo, che nel 1815 ospitò Papa Pio VII (per ben due volte nell'arco di pochi mesi), rimase di proprietà dei marchesi all'incirca fino al 1850; in quel  periodo fu ceduta, in cambio di latifondi in terra lombarda, al nobile cremonese Filippo Ala Ponzoni, raffinato e colto collezionista d'arte.
La fisionomia della Villa e dei suoi terreni incominciarono a mutare in maniera decisa nel periodo di proprietà Ala Ponzoni: nel 1856 venne costruita la nuova ferrovia Genova-Voltri che tagliò il legame dell'edificio con il mare.
Nel 1865 la dimora divenne proprietà della Casa Reale: Vittorio Emanuele II l'acquistò come residenza per il figlio Oddone, ritenendo che il principe, sofferente di evidenti malformazioni fisiche e di salute molto cagionevole, potesse giovarsi del clima marino.
Dopo la prematura morte di Oddone di Savoia avvenuta nel 1866, la villa venne messa nuovamente in vendita: nel 1872 proprietà del Cav. Patrone e negli ultimi anni dell'800 proprietà della Famiglia Bombrini (gli ultimi proprietari privati della residenza).
Dopo i Bombrini, infatti, le vicende della Villa saranno indissolubilmente connesse con quelle della nascente grande industria.
Nel 1928 la villa passò all'Ansaldo (azienda fondata tra gli altri da Carlo Bombrini) che ne fece sede dei propri uffici. Venne così a modificarsi l'originaria destinazione degli ambienti, ma senza che i caratteri di fondo dell'architettura fossero alterati.
Nel dopoguerra, i proprietari furono prima Sidermec (1951), poi la Cornigliano SpA (1952) che nel 1961, fondendosi con Ilva, divenne Italsider, cui si deve, nel 1958, un generale restauro dello stabile.
Ad oggi, Villa Durazzo Bombrini, o meglio la parte residuale rimasta, a seguito delle trasformazioni industriali subite dal territorio e da parte della proprietà, è di Società Per Cornigliano SpA che l’ha acquistata da Fintecna SpA società interamente controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, costituita con il compito di ristrutturare e privatizzare le attività dei settori delle costruzioni, dell'ingegneria civile e impiantistica facenti capo all'IRI.
 
ORARIO DI APERTURA DEI GIARDINI DI VILLA BOMBRINI
Lun – ven: dalle 8.30 alle 19.30
Sab – dom: dalle 9.30 alle 19.30

 
Da www.percornigliano.it
 

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Percorso fotografico
Foto: Maria Grazia L'Abbate, redazione web Municipio VI Medio Ponente

Ericsson Telecomunicazioni

Ericsson, azienda leader delle telecomunicazioni mondiale, fornisce soluzioni innovative in più di 140 paesi contribuendo allo sviluppo di alcune delle maggiori società di comunicazione nel mondo. Il Gruppo Ericsson è legato all'Italia da una storia ricca di successi lunga 88 anni, da quando nel 1918 vi investì i primi capitali e reclutò il primo personale. Ericsson, che si occupa della realizzazione di reti e della fornitura di servizi, ha consolidato il suo ruolo di leadership ribadendo il grande impulso dato allo sviluppo dei sistemi di comunicazione in ogni settore, dalla rete telefonica fissa tradizionale, alle reti di nuova generazione, alle reti IP e larga banda, a quella radiomobile GSM e GPRS fino all'evoluzione verso le reti UMTS. In Italia è il fornitore di riferimento dei principali operatori di telecomunicazioni fisse e mobili, come Telecom Italia, TIM, Wind e 3, e offre i propri servizi anche a Vodafone, Albacom, Tiscali e ad altri operatori regionali.
Ericsson è da tempo impegnata anche nell'offerta di prodotti e servizi al mercato delle aziende, della pubblica amministrazione e delle forze di sicurezza, a cui offre tecnologie e soluzioni di comunicazione specifiche. In particolare Ericsson vanta nel mercato italiano una base installata di PBX di oltre 2,5 milioni di utenze distribuite tra più di 1.000 clienti presenti in tutti settori.
L'offerta di Ericsson per il mercato Enterprise è costituita da infrastrutture convergenti basate su IP, soluzioni IP-PBX e Contact Center multicanali, soluzioni di mobilità aziendale, proposte specifiche per alcuni mercati verticali quali la sanità, la pubblica amministrazione centrale e locale, le utilities, i trasporti e un vasto portafoglio di servizi gestiti in outsourcing. Ericsson inoltre possiede una vasta e qualificata rete di partner distribuita su tutto il territorio nazionale per soddisfare al meglio le esigenze di tutti i segmenti di mercato.
Obiettivo di Ericsson in Italia è il consolidamento della propria leadership nella fornitura di tecnologie di comunicazione e l'espansione del proprio ruolo nella fornitura di servizi per gli operatori di telecomunicazioni e alle imprese. E proprio i servizi sono diventati l'elemento fondamentale del business nelle telecomunicazioni. La convergenza delle tecnologie li ha resi sempre più complessi richiedendo competenze molto specializzate per far funzionare efficientemente tutte le componenti. Ericsson si conferma, quindi, come il miglior partner per i propri clienti anche nella gestione dei servizi, posizionandosi come il numero uno in questo settore.
Inoltre, come risultato del focus sui servizi di rete, Ericsson Telecomunicazioni ha creato Ericsson Network Services Italia S.p.A., la società che si occupa di progettazione, realizzazione, gestione, esercizio e manutenzione, ottimizzazione delle reti Ict e tlc di operatori di telecomunicazioni, tv, imprese e pubbliche amministrazioni.
 
 
 
 
 

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Contatti
Indirizzo: 
Via Enrico Melen , 77
C.A.P.: 
16152
Comune: 
Genova
Telefono: 
010/60021

Circolo Arci Rizzolio

 
L'ARCI Rizzolio fondato nel 1968, in quanto forma di autorganizzazione dei cittadini, esprime in pieno la propria autonoma soggettività politica interloquendo direttamente, in forza del suo agire sociale, con tutti gli altri soggetti  della società civile.

L'ARCI Rizzolio è un centro di vita associativa laico, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario, antifascista, democratico e progressista.

L'ARCI Rizzolio non persegue finalità di lucro. Lo scopo principale del circolo è promuovere socialità e partecipazione e contribuire alla crescita culturale e civile dei propri Soci, come dell'intera comunità Corniglianese, realizzando attività ricreative, culturali, sportive e assistenziali nonché servizi.

Tutti i campi in cui si manifestano esperienze culturali,  ricreative e formative e tutti quelli in cui si può dispiegare una battaglia civile contro ogni forma di ignoranza, di intolleranza, di violenza, di censura, di ingiustizia, di discriminazione, di razzismo, di emarginazione, di solitudine forzata, sono potenziali settori di intervento del circolo.

Può diventare socio chiunque si riconosca nello Statuto del Circolo e abbia
compiuto il 18 anno di età. (vedi Statuto)
 

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Contatti
Indirizzo: 
Viale Narisano, 7
C.A.P.: 
16152
Comune: 
Genova
Telefono: 
010/6507054
Fax: 
010/6507054

Programma attività OTTOBRE - NOVEMBRE 2015

PROGRAMMA MESI di  OTTOBRE - NOVEMBRE  2015

MARTEDÌ 13 OTTOBRE, ore 16,OO.
Conferenza del Socio MARIO REPETTO sul tema:
"KATERINE HEPBURN" un mito di Hollywood.

SABATO 14 NOVEMBRE, ore 16,00.
Conferenza della Dott.ssa ANGELA PELLINO sul tema:
"LEONARDO E IL CENACOLO"
Storia e segreti di un capolavoro nella Milano di Ludovico Sforza.

1 e 3 settimana di NOVEMBRE, ore 15,30
(Martedì e Giovedì da stabilirsi)
Corso " LA BIBBIA NELLA STORIA, LA STORIA NELLA BIBBIA"
a cura del Dott. LUCIANO VENZANO.

 

 
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DANCE MISSION - Studio e Promozione Danza e Spettacolo

L'associazione DANCE MISSION opera sul territorio di Genova - Sestri Ponente dal 1999.                                                         
    La Dance Mission e' nata grazie alla forte volontà della sua fondatrice e direttrice Raissa Salakhova di essere presente sul territorio come Scuola di Danza e Teatro, di essere vicini ai giovani nella loro ricerca di se come persona e come talento artistico. 
     La sua nota caparbietà nel scegliere il personale qualificato non si ferma mai ed è in continua ricerca proprio per dare la possibilità agli allievi di formarsi in modo poliedrico, multiforme e per avere la propria personalità come artista.
    L'Associazione, da anni sostenitrice dell'importanza di avvicinare l'arte ai giovani, promuove e realizza in questo campo attività volte a rendere la cultura dello spettacolo più piacevole ed accessibile grazie all'utilizzo di linguaggi e strumenti appropriati, partecipando spesso anche ad eventi a scopo benefico. 
Nel 2008 ha organizzato e promosso il Festival Internazionale “VerdinDanza” portando sul palco del Teatro Verdi 19 compagnie di danza a livello internazionale. Il Festival è stato patrocinato dalla Provincia di Genova, da CSEN e CONI e con il contributo economico della Regione Liguria. Per impegno nel sociale e artistico, al termine del Festival "VERDInDANZA" la Direttrice Raissa Salakhova è stata iscritta all'Ordine dei Cavalieri dell'Arte con la consegna della nomina dal Presidente Provinciale CSEN sig.  Demontis e dal M° Raffaele Paganini. Questo evento di grande valenza sociale e culturale e' stato organizzato anche per festeggiare la riapertura del teatro Verdi, rimasto chiuso 12 anni lasciando che un' intera generazione crescesse senza il piacere dello spettacolo dal vivo. 
Il 3 Agosto 2011 ha curato e promosso uno spettacolo dedicato a Genova, ispirato al libro di Maurizio Maggiani "Mi sono perso a Genova", presentandolo al Festival "Mediterrarte" alla Fiera del Mare con la Compagnia di giovani danzatori "Controrilievi" (diretta da Valeria Puppo). Spettacolo che è stato scelto dal Comune di Genova per partecipare alla Notte Bianca di Genova 2012.              
29.03-02/04.2012 la Direttrice Raissa Salakhova, in veste di Art Promoter, ha organizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura di Tatarstan (Federazione Russa) il Festival Internazionale della Creatività Giovanile “Primavera a Kazan” dove ha presieduta anche in Giuria.
In quell'occasione ha presentato, per la prima volta in Russia, una delle coreografe più creative in Italia ed in Europa stessa, Susanna Beltrami e l'allievo della sua Accademia  Amerigo Delli Bove, che ha performato come ospite durante il Festival.
A Gennaio 2012 durante la trasmissione TV “Stella Danzante” ha ospitato il Gruppo “Amitie ed Danse” proveniente da Sully Sur Loire (Francia).
Il 25.03.2012 ha partecipato come ospite d'onore al XVI Festival Internazionale della Danza a Sully Sur Loire (Francia) a seguito del invito ricevuto dalla Mme Leger Irina, Direttrice del Festival.
In veste di PR e Art Promoter Raissa Salakhova ha promosso la Compagnia "Otto Elementi" (diretta da Valentina Carlino) e GDS Dance Company (diretta da Ciro Venosa) nel Festival "Mediterrarte" (15-18-30 Luglio 2012 Arena di Mare al Porto Antico di Genova).
Nel 2010 uno degli allievi della scuola, Amerigo Delli Bove, dopo aver vinto alcuni premi e concorsi prestigiosi a livello europeo, riceve una borsa di studio al 100% per la Scuola Professionale Italiana Danzatori (SPID) - Milano. Nel 2011 fa audizione a DanceHaus di Susanna Beltrami e accede con la borsa di studio al 50%. La riceve anche per il terzo anno di studio.
Nel 2011 un altro allievo della scuola, Jacopo Bucci, riceve una borsa di studio per lo stage/audizione presso Ateneo della Danza (diretto da Marco Batti) e accede a codesto Centro di Formazione Professionale delle Arti Coreutiche (Siena). Nel 2012, previa audizione, accede all'Accademia Opus Ballet (Firenze).
Nel Giugno 2012 al Campionato Italiano (finali) della FIDS allieve Aurora Suriano e Alessandra Taula si sono classificate al I° e II° posto nella cat. C Danza Moderna.
10 Novembre 2012 le stesse allieve si sono classificate al II° posto al Concorso "Danza Italia" (MI) e Ciro Venosa 1° classificato solisti senior al Concorso "Danza Italia" (MI) e vincitore Borsa di Studio per lo stage con "Evolution Dance Theatre"

I corsi proposti:
Avviamento alla Danza
Danza Classica/Moderna I°/2°/3° corso
Hip-Hop Junior / Liv. Unico
Danza Contemporanea
Danza Moderna 
Danza Moderna Adulti
Zumba
ZumbaKids
Canto
Tango
Balli latini
Caraibici
Caraibici Junior
Laboratorio Teatrale
Lezioni di Benessere/Meditazione

 

 

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Contatti
Indirizzo: 
via Dei Costo, 7D
C.A.P.: 
16154
Comune: 
Genova
Telefono: 
335/8153396
Fax: 
335/8153396
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Documenti

Fraternità e Servizio

Dal 1976 l’Associazione di Volontariato FRATERNITA’ E SERVIZIO  Onlus opera a Sestri Ponente a servizio di chi è in particolare difficoltà. Ha Sede in via Sestri, 56  (presso i locali parrocchiali della Basilica S. M. Assunta)
Storia

1976 - nasce il Gruppo Fraternità a cura di alcuni volontari della Parrocchia S. M. Assunta di Genova – Sestri.
1990 - il Gruppo si costituisce in Associazione Fraternità e Servizio.
1994 - iscrizione della Associazione Fraternità e Servizio al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato (SS-GE- ASOC - 23/94).
 
Finalità

     L’intenzione dei volontari che hanno dato vita alla Associazione Fraternità e Servizio è sempre stata quella di affiancare, con spirito fraterno, i nuclei familiari in particolari difficoltà, per collaborare con loro a capire i problemi, individuarne i rimedi ed attuarli.
     La conoscenza della realtà sociale del territorio consente ai Soci volontari l’offerta di servizi mirati per la risoluzione dei vari problemi.
 
Organizzazione

      Fedele a questi principi, oggi l’Associazione articola la sua attività con regolare cadenza giornaliera, settimanale o mensile, mediante quattro Gruppi:
Famiglie – sostegno a nuclei familiari o anziani soli con difficoltà socio-economiche o di salute. Visite in Ospedali e Istituti.
Anziani – incontri ricreativi e culturali per una migliore socializzazione. Incontri di spiritualità vedovile.

Bricolage – incontri di amicizia e di lavoro per persone disponibili ad aiutare fattivamente alcuni Missionari di Sestri Ponente;  a realizzare iniziative di promozione umana (corredini per neonati e varie) nonché a confezionare arredi sacri per la Parrocchia.

Ragazzi – doposcuola per alunni della scuola media inferiore integrato da particolari attività di educazione e formazione.

Questa presentazione della Associazione Fraternità e Servizio vuole essere strumento di conoscenza e invito al lavoro per ogni persona di buona volontà disposta a collaborare per un aiuto fraterno a chi è in difficoltà,  offrendo
° servizio di volontariato
° sostegno all’attività mediante contributi
IBAN  IT07 B030 6901 4071 0000 0015 932  
 (Detraibilità nella dichiarazione dei redditi specificando con la causale: erogazione liberale).
O sottoscrivere il 5 x 1000 dell’IRPEF riportando il
C.F. 95023350101

 

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Contatti
Indirizzo: 
Via Sestri, 56 - Parrocchia S. Maria Assunta
C.A.P.: 
16154
Comune: 
Genova
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Ricordi dalla spiaggia

Sottotitolo: 
Una spiaggia urbana ripresa in anni in cui i bagnanti cercavano refrigerio nel mare o si sdraiavano al sole, mentre ai bordi sorgevano ancora costruzioni provvisorie e capanni per la pesca.. Un mare spesso appena suggerito ai margini dell’inquadrature, perché importante era la figura umana; Scatti storici delle spiagge di Sestri e Cornigliano

In certi casi la fotografia suscita sorpresa in chi la osserva a distanza di tempo: quando e perché e talvolta dove il fotografo ha deciso di riprendere quell’immagine, di fermarla per sempre e di tramandarla in quella forma? Una spiaggia urbana ripresa in anni in cui i bagnanti cercavano refrigerio nel mare o si sdraiavano al sole, mentre ai bordi sorgevano ancora costruzioni provvisorie e capanni per la pesca.. Un mare spesso appena suggerito ai margini dell’inquadrature, perché importante era la figura umana; le costruzioni e l’acqua erano soltanto la cornice, l’occasione contingente per tramandare il ricordo di un momento felice. Ecco allora le foto di bagnanti in posa, a gruppi, evocanti momenti di allegre  gite, di compagnia. In certi casi si tratta di gruppi compositi per età e sesso, appartenenti allo stesso ceto sociale. Ciò che per primo colpisce in questo caso sono i costumi da bagno: ascellari o con monospalle o bretelle per gli uomini, veri e propri abiti, spesso scuri bordati di bianco per le donne. Per i bambini semplici slip. Per tutti, molto spesso, cappelli “da spiaggia”: in stoffa, paglia o fazzoletti annodati in maniera originale. Altre volte si tratta di gruppi omogenei: donne – con bambini e bambine – ragazzi, vigorosi nuotatori  che esibiscono il loro fisici non ancora palestrati…  La storia prende forma solo se la si guarda e per guardarla bisogna esserne esclusi: si tratta della vita di persone che appartengono alla generazione precedente alla nostra, contemporanea ai nostri nonni o al massimo ai nostri bisnonni, poco tempo fa, in termine di anni, ma tantissimo tempo fa in termine di cambiamenti di vita. Sappiamo che nel solo XX secolo il progresso tecnologico è stato superiore alla somma dei progressi verificatisi nel corso di tutti i secoli della storia dell’uomo precedenti. Osservare una fotografia è come ripercorre a ritroso il tempo, rivivere la vita delle persone che ci hanno preceduto di poco nella storia. Quelle persone sono state là, hanno voluto concludere una giornata di festa, o interrompere le loro attività di una giornata di festa, per porsi davanti all’obiettivo affidando al fotografo il compito di fissare per sempre quel gruppo, in modo che, nelle diverse copie, a distanza di anni, ciascuno potesse ritrovarsi, individuarsi tra tante altre persone  e ricostruire una pagina di storia personale. Tutte quelle persone si erano messe in posa, hanno deciso di collocarsi in un certo modo per essere tutte ben visibili, per creare un gruppo armonioso Guardando quelle foto si ritrova l’istante di tanto tempo fa, l’immobilità della foto presente sulla registrazione passata. Chi si è posto davanti all’obiettivo è rimasto per sempre impresso sulla carta fotografica , ricorda per sempre che chi è qui adesso, davanti ai miei occhi che lo guardano, che lo cercano tra tanti volti, è stato là, un tempo, insieme a quelle persone ed ha deciso di tramandare nel tempo il ricordo di sè di coloro che gli erano attorno.  La fotografia per alcuni ha l’effetto di rievocare il passato (Proust) per altri di attestare che ciò che si vede è effettivamente stato. La data è importante, perché, leggendola, si può fare subto il conto degli anni che separano dalla foto. Una foto del 1900 ritrae persone che oggi sono tutte morte, anche quei bambini dall’espressione fiduciosa o spaventata, anche quei neonati protetti dalla luce del sole da…In questo senso la foto  punto di riferimento, misura del tempo, in cui io divento protagonista,, sia pure esterno. La foto dice sicuramente ciò che è stato, la foto sembra non menta mai, può mentire sul senso  della cosa, su alcuni particolari, quasi mai sulla sua esistenza. Ogni foto è un certificato di esistenza.
Elisabetta Goggi

Immagine
Immagine: 
Percorso fotografico

Ricordi dalla spiaggia di Sestri

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Altre volte si tratta di gruppi omogenei: donne – con bambini e bambine – ragazzi, vigorosi nuotatori  che esibiscono il loro fisici non ancora palestrati…
 

La storia prende forma solo se la si guarda e per guardarla bisogna esserne esclusi: si tratta della vita di persone che appartengono alla generazione precedente alla nostra, contemporanea ai nostri nonni o al massimo ai nostri bisnonni, poco tempo fa, in termine di anni, ma tantissimo tempo fa in termine di cambiamenti di vita. Sappiamo che nel solo XX secolo il progresso tecnologico è stato superiore alla somma dei progressi verificatisi nel corso di tutti i secoli della storia dell’uomo precedenti. Osservare una fotografia è come ripercorre a ritroso il tempo, rivivere la vita delle persone che ci hanno preceduto di poco nella storia.
 
Quelle persone sono state là, hanno voluto concludere una giornata di festa, o interrompere le loro attività di una giornata di festa, per porsi davanti all’obiettivo affidando al fotografo il compito di fissare per sempre quel gruppo, in modo che, nelle diverse copie, a distanza di anni, ciascuno potesse ritrovarsi, individuarsi tra tante altre persone  e ricostruire una pagina di storia personale.
 
Tutte quelle persone si erano messe in posa, hanno deciso di collocarsi in un certo modo per essere tutte ben visibili, per creare un gruppo armonioso Guardando quelle foto si ritrova l’istante di tanto tempo fa, l’immobilità della foto presente sulla registrazione passata. Chi si è posto davanti all’obiettivo è rimasto per sempre impresso sulla carta fotografica , ricorda per sempre che chi è qui adesso, davanti ai miei occhi che lo guardano, che lo cercano tra tanti volti, è stato là, un tempo, insieme a quelle persone ed ha deciso di tramandare nel tempo il ricordo di sè di coloro che gli erano attorno.  La fotografia per alcuni ha l’effetto di rievocare il passato (Proust) per altri di attestare che ciò che si vede è effettivamente stato.
 
La data è importante, perché, leggendola, si può fare subto il conto degli anni che separano dalla foto. Una foto del 1900 ritrae persone che oggi sono tutte morte, anche quei bambini dall’espressione fiduciosa o spaventata, anche quei neonati protetti dalla luce del sole da…In questo senso la foto  punto di riferimento, misura del tempo, in cui io divento protagonista,, sia pure esterno. La foto dice sicuramente ciò che è stato, la foto sembra non menta mai, può mentire sul senso  della cosa, su alcuni particolari, quasi mai sulla sua esistenza. Ogni foto è un certificato di esistenza.
 

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