6 - Medio Ponente

Municipio VI Medio Ponente

Fraternità e Servizio

Dal 1976 l’Associazione di Volontariato FRATERNITA’ E SERVIZIO  Onlus opera a Sestri Ponente a servizio di chi è in particolare difficoltà. Ha Sede in via Sestri, 56  (presso i locali parrocchiali della Basilica S. M. Assunta)
Storia

1976 - nasce il Gruppo Fraternità a cura di alcuni volontari della Parrocchia S. M. Assunta di Genova – Sestri.
1990 - il Gruppo si costituisce in Associazione Fraternità e Servizio.
1994 - iscrizione della Associazione Fraternità e Servizio al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato (SS-GE- ASOC - 23/94).
 
Finalità

     L’intenzione dei volontari che hanno dato vita alla Associazione Fraternità e Servizio è sempre stata quella di affiancare, con spirito fraterno, i nuclei familiari in particolari difficoltà, per collaborare con loro a capire i problemi, individuarne i rimedi ed attuarli.
     La conoscenza della realtà sociale del territorio consente ai Soci volontari l’offerta di servizi mirati per la risoluzione dei vari problemi.
 
Organizzazione

      Fedele a questi principi, oggi l’Associazione articola la sua attività con regolare cadenza giornaliera, settimanale o mensile, mediante quattro Gruppi:
Famiglie – sostegno a nuclei familiari o anziani soli con difficoltà socio-economiche o di salute. Visite in Ospedali e Istituti.
Anziani – incontri ricreativi e culturali per una migliore socializzazione. Incontri di spiritualità vedovile.

Bricolage – incontri di amicizia e di lavoro per persone disponibili ad aiutare fattivamente alcuni Missionari di Sestri Ponente;  a realizzare iniziative di promozione umana (corredini per neonati e varie) nonché a confezionare arredi sacri per la Parrocchia.

Ragazzi – doposcuola per alunni della scuola media inferiore integrato da particolari attività di educazione e formazione.

Questa presentazione della Associazione Fraternità e Servizio vuole essere strumento di conoscenza e invito al lavoro per ogni persona di buona volontà disposta a collaborare per un aiuto fraterno a chi è in difficoltà,  offrendo
° servizio di volontariato
° sostegno all’attività mediante contributi
IBAN  IT07 B030 6901 4071 0000 0015 932  
 (Detraibilità nella dichiarazione dei redditi specificando con la causale: erogazione liberale).
O sottoscrivere il 5 x 1000 dell’IRPEF riportando il
C.F. 95023350101

 

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Contatti
Indirizzo: 
Via Sestri, 56 - Parrocchia S. Maria Assunta
C.A.P.: 
16154
Comune: 
Genova
Mostra fotografica

Ricordi dalla spiaggia

Sottotitolo: 
Una spiaggia urbana ripresa in anni in cui i bagnanti cercavano refrigerio nel mare o si sdraiavano al sole, mentre ai bordi sorgevano ancora costruzioni provvisorie e capanni per la pesca.. Un mare spesso appena suggerito ai margini dell’inquadrature, perché importante era la figura umana; Scatti storici delle spiagge di Sestri e Cornigliano

In certi casi la fotografia suscita sorpresa in chi la osserva a distanza di tempo: quando e perché e talvolta dove il fotografo ha deciso di riprendere quell’immagine, di fermarla per sempre e di tramandarla in quella forma? Una spiaggia urbana ripresa in anni in cui i bagnanti cercavano refrigerio nel mare o si sdraiavano al sole, mentre ai bordi sorgevano ancora costruzioni provvisorie e capanni per la pesca.. Un mare spesso appena suggerito ai margini dell’inquadrature, perché importante era la figura umana; le costruzioni e l’acqua erano soltanto la cornice, l’occasione contingente per tramandare il ricordo di un momento felice. Ecco allora le foto di bagnanti in posa, a gruppi, evocanti momenti di allegre  gite, di compagnia. In certi casi si tratta di gruppi compositi per età e sesso, appartenenti allo stesso ceto sociale. Ciò che per primo colpisce in questo caso sono i costumi da bagno: ascellari o con monospalle o bretelle per gli uomini, veri e propri abiti, spesso scuri bordati di bianco per le donne. Per i bambini semplici slip. Per tutti, molto spesso, cappelli “da spiaggia”: in stoffa, paglia o fazzoletti annodati in maniera originale. Altre volte si tratta di gruppi omogenei: donne – con bambini e bambine – ragazzi, vigorosi nuotatori  che esibiscono il loro fisici non ancora palestrati…  La storia prende forma solo se la si guarda e per guardarla bisogna esserne esclusi: si tratta della vita di persone che appartengono alla generazione precedente alla nostra, contemporanea ai nostri nonni o al massimo ai nostri bisnonni, poco tempo fa, in termine di anni, ma tantissimo tempo fa in termine di cambiamenti di vita. Sappiamo che nel solo XX secolo il progresso tecnologico è stato superiore alla somma dei progressi verificatisi nel corso di tutti i secoli della storia dell’uomo precedenti. Osservare una fotografia è come ripercorre a ritroso il tempo, rivivere la vita delle persone che ci hanno preceduto di poco nella storia. Quelle persone sono state là, hanno voluto concludere una giornata di festa, o interrompere le loro attività di una giornata di festa, per porsi davanti all’obiettivo affidando al fotografo il compito di fissare per sempre quel gruppo, in modo che, nelle diverse copie, a distanza di anni, ciascuno potesse ritrovarsi, individuarsi tra tante altre persone  e ricostruire una pagina di storia personale. Tutte quelle persone si erano messe in posa, hanno deciso di collocarsi in un certo modo per essere tutte ben visibili, per creare un gruppo armonioso Guardando quelle foto si ritrova l’istante di tanto tempo fa, l’immobilità della foto presente sulla registrazione passata. Chi si è posto davanti all’obiettivo è rimasto per sempre impresso sulla carta fotografica , ricorda per sempre che chi è qui adesso, davanti ai miei occhi che lo guardano, che lo cercano tra tanti volti, è stato là, un tempo, insieme a quelle persone ed ha deciso di tramandare nel tempo il ricordo di sè di coloro che gli erano attorno.  La fotografia per alcuni ha l’effetto di rievocare il passato (Proust) per altri di attestare che ciò che si vede è effettivamente stato. La data è importante, perché, leggendola, si può fare subto il conto degli anni che separano dalla foto. Una foto del 1900 ritrae persone che oggi sono tutte morte, anche quei bambini dall’espressione fiduciosa o spaventata, anche quei neonati protetti dalla luce del sole da…In questo senso la foto  punto di riferimento, misura del tempo, in cui io divento protagonista,, sia pure esterno. La foto dice sicuramente ciò che è stato, la foto sembra non menta mai, può mentire sul senso  della cosa, su alcuni particolari, quasi mai sulla sua esistenza. Ogni foto è un certificato di esistenza.
Elisabetta Goggi

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Percorso fotografico

Ricordi dalla spiaggia di Sestri

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In certi casi la fotografia suscita sorpresa in chi la osserva a distanza di tempo: quando e perché e talvolta dove il fotografo ha deciso di riprendere quell’immagine, di fermarla per sempre e di tramandarla in quella forma? Una spiaggia urbana ripresa in anni in cui i bagnanti cercavano refrigerio nel mare o si sdraiavano al sole, mentre ai bordi sorgevano ancora costruzioni provvisorie e capanni per la pesca.. Un mare spesso appena suggerito ai margini dell’inquadrature, perché importante era la figura umana; le costruzioni e l’acqua erano soltanto la cornice, l’occasione contingente per tramandare il ricordo di un momento felice. Ecco allora le foto di bagnanti in posa, a gruppi, evocanti momenti di allegre  gite, di compagnia. In certi casi si tratta di gruppi compositi per età e sesso, appartenenti allo stesso ceto sociale. Ciò che per primo colpisce in questo caso sono i costumi da bagno: ascellari o con monospalle o bretelle per gli uomini, veri e propri abiti, spesso scuri bordati di bianco per le donne. Per i bambini semplici slip. Per tutti, molto spesso, cappelli “da spiaggia”: in stoffa, paglia o fazzoletti annodati in maniera originale.

 
Altre volte si tratta di gruppi omogenei: donne – con bambini e bambine – ragazzi, vigorosi nuotatori  che esibiscono il loro fisici non ancora palestrati…
 

La storia prende forma solo se la si guarda e per guardarla bisogna esserne esclusi: si tratta della vita di persone che appartengono alla generazione precedente alla nostra, contemporanea ai nostri nonni o al massimo ai nostri bisnonni, poco tempo fa, in termine di anni, ma tantissimo tempo fa in termine di cambiamenti di vita. Sappiamo che nel solo XX secolo il progresso tecnologico è stato superiore alla somma dei progressi verificatisi nel corso di tutti i secoli della storia dell’uomo precedenti. Osservare una fotografia è come ripercorre a ritroso il tempo, rivivere la vita delle persone che ci hanno preceduto di poco nella storia.
 
Quelle persone sono state là, hanno voluto concludere una giornata di festa, o interrompere le loro attività di una giornata di festa, per porsi davanti all’obiettivo affidando al fotografo il compito di fissare per sempre quel gruppo, in modo che, nelle diverse copie, a distanza di anni, ciascuno potesse ritrovarsi, individuarsi tra tante altre persone  e ricostruire una pagina di storia personale.
 
Tutte quelle persone si erano messe in posa, hanno deciso di collocarsi in un certo modo per essere tutte ben visibili, per creare un gruppo armonioso Guardando quelle foto si ritrova l’istante di tanto tempo fa, l’immobilità della foto presente sulla registrazione passata. Chi si è posto davanti all’obiettivo è rimasto per sempre impresso sulla carta fotografica , ricorda per sempre che chi è qui adesso, davanti ai miei occhi che lo guardano, che lo cercano tra tanti volti, è stato là, un tempo, insieme a quelle persone ed ha deciso di tramandare nel tempo il ricordo di sè di coloro che gli erano attorno.  La fotografia per alcuni ha l’effetto di rievocare il passato (Proust) per altri di attestare che ciò che si vede è effettivamente stato.
 
La data è importante, perché, leggendola, si può fare subto il conto degli anni che separano dalla foto. Una foto del 1900 ritrae persone che oggi sono tutte morte, anche quei bambini dall’espressione fiduciosa o spaventata, anche quei neonati protetti dalla luce del sole da…In questo senso la foto  punto di riferimento, misura del tempo, in cui io divento protagonista,, sia pure esterno. La foto dice sicuramente ciò che è stato, la foto sembra non menta mai, può mentire sul senso  della cosa, su alcuni particolari, quasi mai sulla sua esistenza. Ogni foto è un certificato di esistenza.
 

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Bagnanti

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Ricordi dalla spiaggia

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  In certi casi la fotografia suscita sorpresa in chi la osserva a distanza di tempo: quando e perché e talvolta dove il fotografo ha deciso di riprendere quell’immagine, di fermarla per sempre e di tramandarla in quella forma? Una spiaggia urbana ripresa in anni in cui i bagnanti cercavano refrigerio nel mare o si sdraiavano al sole, mentre ai bordi sorgevano ancora costruzioni provvisorie e capanni per la pesca.. Un mare spesso appena suggerito ai margini dell’inquadrature, perché importante era la figura umana; le costruzioni e l’acqua erano soltanto la cornice, l’occasione contingente per tramandare il ricordo di un momento felice. Ecco allora le foto di bagnanti in posa, a gruppi, evocanti momenti di allegre  gite, di compagnia. In certi casi si tratta di gruppi compositi per età e sesso, appartenenti allo stesso ceto sociale. Ciò che per primo colpisce in questo caso sono i costumi da bagno: ascellari o con monospalle o bretelle per gli uomini, veri e propri abiti, spesso scuri bordati di bianco per le donne. Per i bambini semplici slip. Per tutti, molto spesso, cappelli “da spiaggia”: in stoffa, paglia o fazzoletti annodati in maniera originale.

 Altre volte si tratta di gruppi omogenei: donne – con bambini e bambine – ragazzi, vigorosi nuotatori  che esibiscono il loro fisici non ancora palestrati…
 La storia prende forma solo se la si guarda e per guardarla bisogna esserne esclusi: si tratta della vita di persone che appartengono alla generazione precedente alla nostra, contemporanea ai nostri nonni o al massimo ai nostri bisnonni, poco tempo fa, in termine di anni, ma tantissimo tempo fa in termine di cambiamenti di vita. Sappiamo che nel solo XX secolo il progresso tecnologico è stato superiore alla somma dei progressi verificatisi nel corso di tutti i secoli della storia dell’uomo precedenti. Osservare una fotografia è come ripercorre a ritroso il tempo, rivivere la vita delle persone che ci hanno preceduto di poco nella storia.
 Quelle persone sono state là, hanno voluto concludere una giornata di festa, o interrompere le loro attività di una giornata di festa, per porsi davanti all’obiettivo affidando al fotografo il compito di fissare per sempre quel gruppo, in modo che, nelle diverse copie, a distanza di anni, ciascuno potesse ritrovarsi, individuarsi tra tante altre persone  e ricostruire una pagina di storia personale.
 Tutte quelle persone si erano messe in posa, hanno deciso di collocarsi in un certo modo per essere tutte ben visibili, per creare un gruppo armonioso Guardando quelle foto si ritrova l’istante di tanto tempo fa, l’immobilità della foto presente sulla registrazione passata. Chi si è posto davanti all’obiettivo è rimasto per sempre impresso sulla carta fotografica , ricorda per sempre che chi è qui adesso, davanti ai miei occhi che lo guardano, che lo cercano tra tanti volti, è stato là, un tempo, insieme a quelle persone ed ha deciso di tramandare nel tempo il ricordo di sè di coloro che gli erano attorno.  La fotografia per alcuni ha l’effetto di rievocare il passato (Proust) per altri di attestare che ciò che si vede è effettivamente stato.
 La data è importante, perché, leggendola, si può fare subto il conto degli anni che separano dalla foto. Una foto del 1900 ritrae persone che oggi sono tutte morte, anche quei bambini dall’espressione fiduciosa o spaventata, anche quei neonati protetti dalla luce del sole da…In questo senso la foto  punto di riferimento, misura del tempo, in cui io divento protagonista,, sia pure esterno. La foto dice sicuramente ciò che è stato, la foto sembra non menta mai, può mentire sul senso  della cosa, su alcuni particolari, quasi mai sulla sua esistenza. Ogni foto è un certificato di esistenza.
 

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Se la città è una Bellezza Imprigionata

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Vie, Piazze, case, condomini, abitare a Sestri e Cornigliano. Basta addentrasi nella mostra per capire il senso dell’abitare in questi spazi, spazi che si possono ben identificare in tante città italiane ed europee. Le immagini sono un testo scritto, fanno leggere, intuire a tutti noi e attendono risposte per liberare la bellezza che contengono.La loro forza evoca emozioni che, più delle parole, rendono la misura di ciò che vogliono rappresentare. Chiaroscuri, ombre, luci, colori, segni, spazi, corpi e persone diventano metafora di architetture e di vita quotidiana.

Una città diversa, bella e condizionata da spazi e strutture. Giustamente e non a caso il titolo della rassegna  è Bellezza Imprigionata. Le immagini della galleria fotografica sono state tratte dal volume: Bellezza Imprigionata, appunto, nato da un’idea di Giacomo Ricciuti, amministratore di alcuni condomini del Medio Ponente:  in via Antonio S. Elia, via Piero Maroncelli, via della Benedica, via Pietro Metastasio, via Baldovino Biglietti, via Due Dicembre.
Perché, si chiede Antonello Cassan, l’editore, un privato, un professionista, ha sentito  la necessità di pubblicare un libro, far sviluppare il suo progetto dalle fotografe Elisabetta Goggi e Diana Lapin , di organizzare una mostra e rendersi ambasciatore, in questo modo singolare, per gli spazi abitativi di 4500 famiglie? Si sente spettatore di qualcosa che non va da troppo tempo e vede i suoi amministrati sempre più deboli e sempre meno ascoltati? Interi quartieri scivolano pericolosamente nel degrado? Sente la necessità di sollecitare i pubblici doveri…?
Basta addentrasi nella mostra, nelle splendide immagini, per capire il senso dell’abitare in questi spazi, spazi che si possono ben identificare in tante città italiane ed europee. Le  immagini sono un testo scritto, fanno leggere, intuire a tutti noi e attendono risposte per liberare la bellezza che contengono.
La loro forza evoca emozioni che, più delle parole, rendono la misura di ciò che vogliono rappresentare. Chiaroscuri, ombre, luci, colori, segni, spazi, corpi e persone diventano metafora di architetture e di vita quotidiana.
Come osserva Elisabetta Papone, si tratta di immagini che non lasciano indifferenti,  anche perché sanno utilizzare il  ritmo, il linguaggio, le inquadrature giuste. Rientrano a pieno titolo, e consapevolmente, nella tradizione della fotografia “impegnata”: che è tale non solo e non tanto perché si occupa di temi di interesse collettivo, ma perché lo fa in maniera dichiarata, trasparente, senza paura di schierarsi e prendere posizione. Va da sé che GenovaFotografia, progetto nato all’interno dei musei civici genovesi per promuovere e valorizzare la cultura fotografica diffusa sul territorio, senta profondamente congeniale ai propri intenti questo lavoro.
In tal modo il simbolismo magico dell’arte fotografica diventa spunto per un importante traguardo di rinnovamento per questi ambienti urbani. Luoghi ai margini diventano i protagonisti di sensazioni mai sopite in ciascuno di noi: la rappresentazione di ciò che si ammira, si fa emozione, turbamento, sottile inquietudine, si trasforma in desiderio di rinascita.

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Percorso fotografico
immagini di Elisabetta Goggi e Diana Lapin

Coro Monti Liguri

Sottotitolo: 
Chiesa dell'Annunziata
- Coro MONTI LIGURI - 
 
Il Coro Monti Liguri di Genova, nato nel 1990 dalla passione per i canti di montagna e da sempre diretto dal maestro Enrico Appiani, coltiva un repertorio ricco e vario di origine popolare, esteso a canti d’autore, liturgici e natalizi, spesso con rielaborazioni originali per voci miste. Fino ad oggi ha tenuto oltre 450 concerti soprattutto a Genova e in Liguria, per animazione, divulgazione del canto popolare, beneficenza, feste e ricorrenze.  
 
Sono ben 20 le partecipazioni al Convegno Ligure delle Corali, importante rassegna regionale, e numerosi i viaggi compiuti in Italia e all’estero, per gemellaggi con cori simili e partecipazioni a rassegne e festival.  Fra le trasferte più significative citiamo il Festival Cori “Alta Pusteria” (2007), il Festival Internazionale “Cantate Croazia” (2011), i “Concerti per la Comunità Tabarchina” a Calasetta e Carloforte (2012), “Note d’Estate” a Duino (TS) (2017), “Concerto di Primavera” a Sesto Calende (VA) (2018); “Rassegna d’Autunno” a Scandiano (RE) (2019), “Canti in Abbazia” nel Duomo di Carrara (2019).
 
In collaborazione col Comune di Genova e con i Municipi Medio Ponente e Ponente, anima concerti cittadini e contribuisce a coltivare i legami storici fra le comunità di Genova Pegli e Carloforte (Sardegna). A scopo di divulgazione culturale del canto popolare e della polifonia a cappella, dal 2014 organizza la Rassegna “Cor(r)i a Ponente”, che promuove l’interscambio con cori di altre regioni italiane, analoghi per organico e repertorio. I due CD del coro sono “Strazetti e...Zime” (2000) e “Venti di Armonia” (2010).  Ad oltre trent’anni di attività il coro conserva intatta la passione per il canto come libera espressione artistica, amichevole e volontaria, sempre pronto ad accogliere nuovi coristi.  
 
Nel 2020, anno del Trentennale di fondazione, la ben nota emergenza sanitaria ha fatto rinviare i concerti ed eventi speciali per celebrare la ricorrenza. Anche in questo frangente, maestro e coristi sono rimasti uniti a distanza ed hanno prodotto diversi “cori virtuali”, che si possono vedere e ascoltare sul nostro sito e sui canali social, per restare vicini al nostro pubblico. Sugli stessi canali possono essere trovati aggiornamenti e programmi delle attività. Siete curiosi di sentirci o interessati a cantare con noi? Restate sintonizzati sul Coro Monti Liguri, per ritrovarci presto! 
 
Contatti e informazioni del Coro Monti Liguri:
www.coromontiliguri.it
www.facebook.com/CoroMontiLiguri/
diversi video e presentazioni su Youtube.com 
email: info@coromontiliguri.it 
Enrico Appiani (maestro): 348-2609950
Maria Luisa Cassano (presidente): 331-7642363 
 
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Mostra fotografica

osservatorio astronomico genova

L'osservatorio, inaugurato nel 1984, è disposto su tre livelli: al piano inferiore sono presenti un'officina meccanica, la sala proiezioni ed i servizi; al piano d'ingresso si trova la biblioteca con sala conferenze, mentre sul terrazzo sono collocate le due cupole.
La strumentazione è composta da un telescopio principale C11 da 280 mm Schmidt-Cassegrain su montatura EQ8, da due telescopi secondari C9 ¼ e C8, da un telescopio solare e da un eVscope Unistellar. Sono inoltre presenti sistemi audio visivi, una webcam per l'osservazione planetaria ed una camera CCD per l'osservazione del cielo profondo.
L’Osservatorio Astronomico di Genova è aperto al pubblico almeno un sabato sera al mese ed ammette aperture ed incontri per gruppi organizzati e scolaresche, oltre a proporre annualmente corsi per i soci. 

Recapiti telef.   010/6123090 - 335/401919

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Contatti
Indirizzo: 
Via pedonale superiore al Gazzo
C.A.P.: 
16154
Comune: 
Genova
Telefono: 
010/6123090
E-mail: 

UNIVERSITA' POPOLARE SESTRESE

Sestri Ponente, 15 Dicembre 1907: per volontà di alcuni benemeriti cittadini sorge l'Università Popolare Sestrese al fine di dare un valido apporto all'elevazione morale e culturale delle masse lavoratrici. Affiancandosi alle già preesistenti associazioni, il Sodalizio raccoglieva cosi l'anelito atto a soddisfare l'esigenza viva del popolo ad un maggior sapere, seguendo l'esempio della lontana America e delle più vicine Inghilterra, Milano e Torino.

L'evoluzione tecnica che aveva trasformato Sestri Ponente da borgo di pescatori e contadini in Comune con insediamenti prevalentemente industriali, fece si che fosse particolarmente sentito il bisogno di istruzione.

A questo desiderio l'Università Popolare Sestrese rispondeva istituendo cicli di lezioni e di conferenze. Le conferenze abbracciavano le più diverse discipline umanistiche e scientifiche, dalla storia dell'arte alla medicina, dalla chimica alla filosofia, dall'organizzazione del lavoro alla poesia.

L'unica ombra che offuscò la vita del Sodalizio fu quel ventennio di dittatura in cui furono sciolte tutte le Associazioni ove aleggiava il sentimento di libertà e di democrazia.

Con il ritorno della libertà dopo anni di miserie e di lutti, rinasceva, il 15 Dicembre 1945, con il patrocinio del Comitato di Liberazione Nazionale, l'Università Popolare Sestrese e mai come in quei momenti la funzione del Sodalizio fu sentita da tutta la cittadinanza, per l'immenso desiderio di sapere, di aggiornarsi e di dimenticare quel triste periodo appena terminato.

L'evoluzione portata dai tempi nuovi, unita però alla salvaguardia di quei valori morali che sono indispensabili al vivere civile, consentì all'U. P. S. di mantenersi non solo come culla di cultura, ma anche come naturale luogo d'incontro sul piano umano, nel segno di una distensione tanto più rara quanto più le vicende del mondo sembravano e sembrano orientate verso l'intolleranza.

L' U. P. S. si è posta, quindi, sulla strada del rinnovamento culturale, tentando di amalgamare le molteplici esperienze, di far assurgere l'autogestione, la partecipazione ad ipotesi culturalmente valide e generalizzabili.

A tale scopo le manifestazioni in sede si alternano, con il normale ritmo settimanale, imperniandosi su argomenti di natura eterogenea, non trascurando, ovviamente; quanto, per motivi di ordine diverso può apparire attuale. A tutta l'attività ordinaria che si svolge nell'arco dell'Anno Accademico, vanno aggiunte particolari manifestazioni periodiche e ricorrenti che sogliono richiamare molto pubblico; questi mostra di gradire quanto gli viene offerto per affinare il gusto artistico e critico sul piano estetico e scientifico. Tali manifestazioni riguardano mostre di pittura, fotografia, scultura, filatelia, modellismo di varia natura e cinematografia.

Gioverà precisare che le manifestazioni non sono presentate mai come fine a se stesso, ma vengono costantemente accompagnate da attività illustrative - conferenze appositamente indette, relazioni, articoli, depliants, ecc. - sicchè ogni visitatore possa sempre rendersi conto della natura culturale che ne è alla base.

Dal 1955 l' U. P. S. cura la pubblicazione di un Bollettino Mensile, il"Notiziario Culturale", ed anch'esso contribuisce in modo simpatico ed istruttivo al collegamento tra gli iscritti ed alla maggiore conoscenza del Sodalizio non soltanto in Sestri, ma anche in Genova ed in altre città d'Italia, dove viene inviato ai principali Enti culturali e scientifici.

Nel volgere degli anni sono sorte in seno al Sodalizio alcune Sezioni con lo scopo di raccogliere appassionati di varie discipline, in ordine cronologico: Sezione Fotocine, Sezione Filatelica, Sezione Astronomia, Sezione Clinico-Scientifica, Sezione Turismo e Cultura, Sezione Cultura Ligure.

La data iscritta nella storia dell'Università Popolare Sestrese a lettere d'oro e nel cuore di tutti i soci è quella del 16 Giugno 1984, quando veniva inaugurato il nuovo “Osservatorio Astronomico di Genova”  voluto dal Sodalizio sulle alture della Delegazione, alle pendici del Monte Gazzo.

L'edificio in muratura e cemento armato è suddiviso su tre piani: al primo troviamo l'officina, la camera oscura, il magazzino e i servizi; al secondo uno spazio d'uso collettivo ( per riunioni, corsi, proiezioni, ecc.), la biblioteca, l'archivio e gli strumenti di analisi dati; il terzo è il piano cupole, da cui si effettuano le osservazioni astronomiche.

L' Osservatorio Astronomico di Genova è stato, volutamente, costruito vicino alla città per favorire i rapporti con le scuole e con la cittadinanza che sono sempre i benvenuti ed ai quali è riservato un sabato al mese 
contattare 335 401919
 

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Contatti
Indirizzo: 
Piazzetta Università Popolare
C.A.P.: 
16154
Comune: 
Genova
Fax: 
010/6043247

Unione Camminatori Amici della Montagna

U.C.A.M. GENOVA 1930 APS

…. la nostra storia...in breve ……. (riferimenti dal libro "I primi sessant'anni dell'Ucam" di Tito Tuvo)

FONDAZIONE: …. era il 1930 e un gruppo di amici frequentavano quotidianamente il bar detto della "Nina" in via Vittorio Veneto (oggi via Merano). Chiaccheravano sotto il pergolato, sentendo sferragliare i tramways nella strada polverosa d'estate. Le automobili e gli autocarri allora erano pochi, ma quando transitavano sollevavano nubi di fitta polvere, minuta, finissima, che penetrava dappertutto e solo al mattino si stava più tranquilli perché passava "o cáro da bagnetta" cioè un carro botte appartenente al municipio, trainato da un cavallo, il quale, regolarmente, tutti i giorni d'estate, verso le 9, percorreva avanti e indietro tutto il percorso dell'ampia strada e cioè da "ciazza di gattin" sino al deposito dei tramways ed innaffiava abbondantemente lo stradone........... i dirigenti della F.I.E. chiesero quale denominazione avrebbero scelto ed al sentir dire che loro l'avevano battezzata, in linea di massima "Unione Celibi Amici Spensierati" oppure "Amici della Montagna Spensierati" chi ascoltava scosse la testa e disse che ciò non era possibile, bisognava modificare, cambiare, mutare e fu allora, con l'ausilio di tutti, che venne deciso, ed accettato, di chiamare la nuova società "UNIONE CAMMINATORI AMICI DELLA MONTAGNA". E con grande soddisfazione i soci fondatori ritornarono a Sestri Ponente, ben decisi ad affrontare i nuovi problemi che ormai stavano innanzi e che a tutti i costi bisognava risolvere. Così, finalmente, il 28 ottobre 1930, nacque ufficialmente l'U.C.A.M., con fine sociale lo sviluppo dell'escursionismo. Dopo aver cambiato alcune sedi dal 1934 al 1958 la sede fu in via Confalonieri n°9 a Sestri Ponente. La sezione "marciatori" fu creata nel luglio del 1934 e con alterne vicende impreziosite da molti titoli liguri e dal campionato italiano a pattuglie nel 1954, la marcia è stata tra le nostre attività fino all'inizio degli anni '90. Parliamo in montagna con vittoria per il miglior tempo fino agli anni '50; poi si passò alla più umana marcia di regolarità in montagna promossa dalla F.I.E. …………………………….. NUOVA SEDE: nel 1958, grazie alla grande caparbietà e determinazione gli allora soci, con sacrifici monetari e materiali, riuscirono a coronare il sogno di acquistare la sede attuale, vero gioiello immobiliare adeguato ad accogliere tutti gli associati per le attività di base indirizzate alla convivialità specie dei soci più anziani. Tale struttura è stata fondamentale negli anni '70 e '80, dopo un periodo di crisi associativo, , rappresentando un punto d’incontro anche organizzativo che ha permesso il riprendere appieno le attività in loco e creare le premesse per nuove mire dell’associazione. CAMPEGGIO e UCAM-MARE: nel 1972 si è vista la creazione della nuova sezione Campeggio e l’inizio dei lavori che hanno portato alla costruzione del Campeggio U.C.A.M. in località Arrestra a Varazze (SV). Sotto il campeggio, prospicente la attuale Passeggiata Europa, nel 1973 iniziarono anche i lavori che avrebbero portato all'allestimento di una nuova struttura allora battezzata Ucam-Mare, ora diventata Ucam-Mare-Pesca a seguito di travagliate vicende per la destinazione d’uso, mutata nel tempo, con il competente Comune di Varazze. RIFUGIO U.C.A.M.: nel finire del 1980 , sulla spinta di soci praticanti lo sci alpino , grazie alla sola sottoscrizione dei soci ed al lavoro volontario prestato dagli stessi, si è realizzato prima l’acquisto di un rudere e poi la sua ristrutturazione per arrivare ad avere un vero rifugio alpino in Frabosa Nuova in località San Bartolomeo, a 1050 m. s.l.m. La struttura è stato inaugurata dopo ben 4 anni di fatiche il 21 luglio 1985 con piena soddisfazione anche per il possibile utilizzo estivo. Da ricordare che già dai primi anni '50 sino alla fine degli anni '80 l’U.C.A.M. aveva avuto un'intensa attività sciistica con organizzazione di pullmann e settimane bianche. Purtroppo tali attività nell’ambito regionale ligure è di molto scemata per cause sociali, meteoreologiche e legislative che di fatto ha causato una rilevante perdita d’interesse nello sci come attività sportiva sia agonistica che amatoriale. CICLISMO: dalla seconda metà degli anni 90 si è formata anche una sezione ciclismo che di fatto ha contribuito ad allargare i nostri orizzonti e scopi associativi. Nel giro di pochi anni il gruppo si è allargato raggiungendo anche quasi una cinquantina di associati partecipanti.

 

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Contatti
Indirizzo: 
Via Ciro Menotti, 25ar
C.A.P.: 
16154
Comune: 
Genova
Telefono: 
010/6508209
Documenti
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CROCE BIANCA CORNIGLIANO

Croce bianca su bandiera azzurra:  il simbolo della Pubblica Assistenza di Cornigliano.
Sorta nel 1902, in un clima di sviluppo demografico e industriale, la Croce Bianca è impegnata, fin dalla sua origine, nell’assistenza sanitaria e sociale e in attività di solidarietà e sostegno in favore di persone in difficoltà.
Situata nel cuore della cittadina, in via Romolo Gessi, l’associazione rappresenta un punto di riferimento per i propri concittadini, provvedendo alle emergenze sanitarie con un servizio attivo 24 ore su 24 e garantendo, ogni giorno, il trasporto, il trasferimento e le visite dei pazienti presso ospedali e centri riabilitativi.
La Pubblica Assistenza di Cornigliano svolge tutti i suoi servizi grazie all’attività dei volontari, che si prodigano, con impegno e partecipazione, nell’aiutare gli altri: continuità e preparazione contraddistinguono da oltre un secolo l’operato della Croce Bianca.
PROGETTO: NUOVO CENTRO PRELIEVI
 
Fiore all’occhiello dell’associazione è il nuovo centro prelievi, che è stato inaugurato il 6 gennaio, in occasione dell’anniversario di fondazione della Croce Bianca. La Pubblica Assistenza di Cornigliano ha ristrutturato e adibito a tale scopo alcuni locali di via Romolo Gessi. Il progetto intende rispondere alle esigenze della popolazione, in particolare desidera migliorare l’accessibilità al servizio delle fasce più deboli, come anziani e disabili e coloro che hanno problemi di spostamento. La struttura infatti, situata nel centro cittadino, è raggiungibile facilmente a piedi o con mezzi pubblici da qualsiasi punto della città. Il servizio, in convenzione con la Asl 3 genovese è dedicato a tutti i cittadini esenti ticket e sarà attivo martedì e giovedì dalle 7,30 alle 9,30.
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Valentina Scalise

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Genova
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