6 - Medio Ponente

Municipio VI Medio Ponente

Circolo Arci Rizzolio

 
L'ARCI Rizzolio fondato nel 1968, in quanto forma di autorganizzazione dei cittadini, esprime in pieno la propria autonoma soggettività politica interloquendo direttamente, in forza del suo agire sociale, con tutti gli altri soggetti  della società civile.

L'ARCI Rizzolio è un centro di vita associativa laico, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario, antifascista, democratico e progressista.

L'ARCI Rizzolio non persegue finalità di lucro. Lo scopo principale del circolo è promuovere socialità e partecipazione e contribuire alla crescita culturale e civile dei propri Soci, come dell'intera comunità Corniglianese, realizzando attività ricreative, culturali, sportive e assistenziali nonché servizi.

Tutti i campi in cui si manifestano esperienze culturali,  ricreative e formative e tutti quelli in cui si può dispiegare una battaglia civile contro ogni forma di ignoranza, di intolleranza, di violenza, di censura, di ingiustizia, di discriminazione, di razzismo, di emarginazione, di solitudine forzata, sono potenziali settori di intervento del circolo.

Può diventare socio chiunque si riconosca nello Statuto del Circolo e abbia
compiuto il 18 anno di età. (vedi Statuto)
 

Immagine
Immagine: 
Contatti
Indirizzo: 
Viale Narisano, 7
C.A.P.: 
16152
Comune: 
Genova
Telefono: 
010/6507054
Fax: 
010/6507054

DanzARE : Danza Attività Ricerca Educazione

L’Associazione Culturale DanzARE si è costituita nel 1989 spinta dall’interesse per la danza popolare e la musica etnica, svolge la propria attività organizzando nella propria sede incontri e seminari per favorire la conoscenza e la diffusione della danza e della musica popolare tratta dal repertorio tradizionale in particolare dei paesi europei e corsi di aggiornamento per insegnanti nelle scuole.

 

facebook.com/danz.a.r.e.genova

Immagine
Immagine: 
Contatti
Indirizzo: 
presso circolo Arci Tinacci - Via Vigna
C.A.P.: 
16154
Comune: 
Genova

Programma attività OTTOBRE - NOVEMBRE 2015

PROGRAMMA MESI di  OTTOBRE - NOVEMBRE  2015

MARTEDÌ 13 OTTOBRE, ore 16,OO.
Conferenza del Socio MARIO REPETTO sul tema:
"KATERINE HEPBURN" un mito di Hollywood.

SABATO 14 NOVEMBRE, ore 16,00.
Conferenza della Dott.ssa ANGELA PELLINO sul tema:
"LEONARDO E IL CENACOLO"
Storia e segreti di un capolavoro nella Milano di Ludovico Sforza.

1 e 3 settimana di NOVEMBRE, ore 15,30
(Martedì e Giovedì da stabilirsi)
Corso " LA BIBBIA NELLA STORIA, LA STORIA NELLA BIBBIA"
a cura del Dott. LUCIANO VENZANO.

 

 
Immagine
Immagine: 

DANCE MISSION - Studio e Promozione Danza e Spettacolo

Instagram   Facebook

La nostra associazione opera sul territorio di Genova – Sestri Ponente dal 2000.
La Dance Mission e’ nata grazie alla forte volontà della sua fondatrice e direttrice Raissa Salakhova di essere presente sul territorio come Scuola di Danza e Teatro, di essere vicini ai giovani nella loro ricerca di se come persona e come talento artistico.
L’Associazione, da anni sostenitrice dell’importanza di avvicinare l’arte ai giovani, promuove e realizza in questo campo attività volte a rendere la cultura dello spettacolo più piacevole ed accessibile grazie all’utilizzo di linguaggi e strumenti appropriati, partecipando spesso anche ad eventi a scopo benefico.
Al fine di promuovere e diffondere una cultura di sport di educazione alla pace e ai diritti umani, inoltre, ha organizzato e promosso nel 2008 il “Festival VERDInDANZA”, (patrocinato da CSEN e regione Liguria), che ha avuto come tema centrale la pace intesa come diritto fondamentale dei popoli e di ogni individuo, con un Testimonial Ufficiale d’eccezione,il M° Raffaele Paganini  che ha portato insieme alla sua compagnia la serata “Omaggio a Bejart”.
Questo evento di grande valenza sociale e culturale e’ stato organizzato anche per festeggiare la riapertura del teatro Verdi, rimasto chiuso 12 anni lasciando che un’ intera generazione crescesse senza il piacere dello spettacolo dal vivo.
Nel giugno 2001, in collaborazione del Comune organizza il Festival Internazionale del Folklore – Genova (IT)
Marzo 2002 organizza e ospita “Talenti Campionato del Terzo Millennio” – il concorso nazionale di danza sportiva patrocinata dal Comune di Genova e Progetto Europeo Danza – Genova (IT)
13.06.2003 partecipa come partner al “Dance for Life” Primo Festival – San Remo – (IT)
Giugno 2004 organizza e partecipa ai laboratori di danza invitando i coreografi di fama internazionale – Nizza (FR)
2005-2008 partecipa alla Festa dello Sport organizzato dalla Regione Liguria – Genova (IT)
Gennaio – Giugno 2008 organizza e promuove il Primo Festival Internazionale di Danza – Genova (IT). Al  presidente sig.ra Raisa Salakhova per il suo impegno nel sociale è stato conferito il Diploma di “Cavaliere dell’Arte”
Febbraio 2012 – Direttore Raissa Salakhova – promotrice dello spettacolo “Alba Morgana” – diretto da regista Maurizio Soldati – Catanzaro (IT)
Direttrice Raissa Salakhova, in veste di membro Assoartisti, gestisce e promuove diversi spettacoli di giovani talenti della danza durante le tre edizioni del Festival MEDITERRARTE  2011 – 2012-2013 – Arena del Mare (GE)
Marzo 2012 – organizza e dirige il Festival Internazionale di Creatività Giovanile (in collaborazione con il Ministero dello sport e dell’Educazione del Tatarstan – Russia) – Kazan (Russia)
Giugno 2015 – organizza e dirige la prima edizione del Concorso Internazionale di Danza Sportiva “Talent Garden” – Genova (IT)
Marzo 2016 – organizza e dirige II ° edizione del Concorso Internazionale di Danza Sportiva “Talent Garden” – Genova (IT) – Patrocinio economico Regione Liguria
9/10/11 Settembre 2016 – Dance Mission è l’organizzatore di “Mondo Danza” – una vetrina internazionale della creatività dello spettacolo all’interno di FIM – Fiera Internazionale di Musica – Como (IT)
Aprile 2017 – organizza e dirige III° edizione di International Dance Competition “Talent Garden” – Teatro Carcano – Milano (IT)
Aprile 2018 – organizza e dirige 4° edizione di International Dance Competition “Talent Garden 4.0” – Teatro Elfo Puccini – Milano (IT) – Patrocinio ASI Lombardia
Luglio 2018 – organizza e dirige International Festival & Competition “Around the World” – Genova (IT) – Patrocinio economico del Comune di Genova e della Regione Liguria
30 Marzo 2019 – rassegna di Creatività Giovanile “Cartoline dal Mondo” Danza – Canto – Recitazione – Auditorium ex-manifattura Tabacchi – Genova – Patrocinio Economico del Municipio VI Medio Ponente 
28-29-30 Giugno 2019 – IDFC Around the World 2019 – Villa Durazzo Bombrini – Piazza Dei Micone – Teatro Nazionale Gustavo Modena – Genova – Patrocinio Economico del Municipio VI medio Ponente e della Regione Liguria, Patrocinio del Comune di Genova
Canale YouTube 
 
I Corsi Proposti:

  • Avviamento alla Danza (3 - 5 anni)
  • Propedeutica (6 - 8 anni)
  • Danza classica 
  • Danza Moderna
  • Contemporanea
  • Danze Orientali
  • Bollywood
  • Hip-Hop (a partire da 8 anni)
  • G.A.G.
  • Classica e Moderna per adulti
  • Ginnastica per tutti
  • Canto e recitazione per musical

 

 

Immagine
Immagine: 
Contatti
Indirizzo: 
Viale C. Canepa 4R
C.A.P.: 
16153
Comune: 
Genova
Telefono: 
335/8153396
Fax: 
335/8153396
Mostra fotografica
Documenti

Fraternità e Servizio

Dal 1976 l’Associazione di Volontariato FRATERNITA’ E SERVIZIO  Onlus opera a Sestri Ponente a servizio di chi è in particolare difficoltà. Ha Sede in via Sestri, 56  (presso i locali parrocchiali della Basilica S. M. Assunta)
Storia

1976 - nasce il Gruppo Fraternità a cura di alcuni volontari della Parrocchia S. M. Assunta di Genova – Sestri.
1990 - il Gruppo si costituisce in Associazione Fraternità e Servizio.
1994 - iscrizione della Associazione Fraternità e Servizio al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato (SS-GE- ASOC - 23/94).
 
Finalità

     L’intenzione dei volontari che hanno dato vita alla Associazione Fraternità e Servizio è sempre stata quella di affiancare, con spirito fraterno, i nuclei familiari in particolari difficoltà, per collaborare con loro a capire i problemi, individuarne i rimedi ed attuarli.
     La conoscenza della realtà sociale del territorio consente ai Soci volontari l’offerta di servizi mirati per la risoluzione dei vari problemi.
 
Organizzazione

      Fedele a questi principi, oggi l’Associazione articola la sua attività con regolare cadenza giornaliera, settimanale o mensile, mediante quattro Gruppi:
Famiglie – sostegno a nuclei familiari o anziani soli con difficoltà socio-economiche o di salute. Visite in Ospedali e Istituti.
Anziani – incontri ricreativi e culturali per una migliore socializzazione. Incontri di spiritualità vedovile.

Bricolage – incontri di amicizia e di lavoro per persone disponibili ad aiutare fattivamente alcuni Missionari di Sestri Ponente;  a realizzare iniziative di promozione umana (corredini per neonati e varie) nonché a confezionare arredi sacri per la Parrocchia.

Ragazzi – doposcuola per alunni della scuola media inferiore integrato da particolari attività di educazione e formazione.

Questa presentazione della Associazione Fraternità e Servizio vuole essere strumento di conoscenza e invito al lavoro per ogni persona di buona volontà disposta a collaborare per un aiuto fraterno a chi è in difficoltà,  offrendo
° servizio di volontariato
° sostegno all’attività mediante contributi
IBAN  IT07 B030 6901 4071 0000 0015 932  
 (Detraibilità nella dichiarazione dei redditi specificando con la causale: erogazione liberale).
O sottoscrivere il 5 x 1000 dell’IRPEF riportando il
C.F. 95023350101

 

Immagine
Immagine: 
Contatti
Indirizzo: 
Via Sestri, 56 - Parrocchia S. Maria Assunta
C.A.P.: 
16154
Comune: 
Genova
Mostra fotografica

Ricordi dalla spiaggia

Sottotitolo: 
Una spiaggia urbana ripresa in anni in cui i bagnanti cercavano refrigerio nel mare o si sdraiavano al sole, mentre ai bordi sorgevano ancora costruzioni provvisorie e capanni per la pesca.. Un mare spesso appena suggerito ai margini dell’inquadrature, perché importante era la figura umana; Scatti storici delle spiagge di Sestri e Cornigliano

In certi casi la fotografia suscita sorpresa in chi la osserva a distanza di tempo: quando e perché e talvolta dove il fotografo ha deciso di riprendere quell’immagine, di fermarla per sempre e di tramandarla in quella forma? Una spiaggia urbana ripresa in anni in cui i bagnanti cercavano refrigerio nel mare o si sdraiavano al sole, mentre ai bordi sorgevano ancora costruzioni provvisorie e capanni per la pesca.. Un mare spesso appena suggerito ai margini dell’inquadrature, perché importante era la figura umana; le costruzioni e l’acqua erano soltanto la cornice, l’occasione contingente per tramandare il ricordo di un momento felice. Ecco allora le foto di bagnanti in posa, a gruppi, evocanti momenti di allegre  gite, di compagnia. In certi casi si tratta di gruppi compositi per età e sesso, appartenenti allo stesso ceto sociale. Ciò che per primo colpisce in questo caso sono i costumi da bagno: ascellari o con monospalle o bretelle per gli uomini, veri e propri abiti, spesso scuri bordati di bianco per le donne. Per i bambini semplici slip. Per tutti, molto spesso, cappelli “da spiaggia”: in stoffa, paglia o fazzoletti annodati in maniera originale. Altre volte si tratta di gruppi omogenei: donne – con bambini e bambine – ragazzi, vigorosi nuotatori  che esibiscono il loro fisici non ancora palestrati…  La storia prende forma solo se la si guarda e per guardarla bisogna esserne esclusi: si tratta della vita di persone che appartengono alla generazione precedente alla nostra, contemporanea ai nostri nonni o al massimo ai nostri bisnonni, poco tempo fa, in termine di anni, ma tantissimo tempo fa in termine di cambiamenti di vita. Sappiamo che nel solo XX secolo il progresso tecnologico è stato superiore alla somma dei progressi verificatisi nel corso di tutti i secoli della storia dell’uomo precedenti. Osservare una fotografia è come ripercorre a ritroso il tempo, rivivere la vita delle persone che ci hanno preceduto di poco nella storia. Quelle persone sono state là, hanno voluto concludere una giornata di festa, o interrompere le loro attività di una giornata di festa, per porsi davanti all’obiettivo affidando al fotografo il compito di fissare per sempre quel gruppo, in modo che, nelle diverse copie, a distanza di anni, ciascuno potesse ritrovarsi, individuarsi tra tante altre persone  e ricostruire una pagina di storia personale. Tutte quelle persone si erano messe in posa, hanno deciso di collocarsi in un certo modo per essere tutte ben visibili, per creare un gruppo armonioso Guardando quelle foto si ritrova l’istante di tanto tempo fa, l’immobilità della foto presente sulla registrazione passata. Chi si è posto davanti all’obiettivo è rimasto per sempre impresso sulla carta fotografica , ricorda per sempre che chi è qui adesso, davanti ai miei occhi che lo guardano, che lo cercano tra tanti volti, è stato là, un tempo, insieme a quelle persone ed ha deciso di tramandare nel tempo il ricordo di sè di coloro che gli erano attorno.  La fotografia per alcuni ha l’effetto di rievocare il passato (Proust) per altri di attestare che ciò che si vede è effettivamente stato. La data è importante, perché, leggendola, si può fare subto il conto degli anni che separano dalla foto. Una foto del 1900 ritrae persone che oggi sono tutte morte, anche quei bambini dall’espressione fiduciosa o spaventata, anche quei neonati protetti dalla luce del sole da…In questo senso la foto  punto di riferimento, misura del tempo, in cui io divento protagonista,, sia pure esterno. La foto dice sicuramente ciò che è stato, la foto sembra non menta mai, può mentire sul senso  della cosa, su alcuni particolari, quasi mai sulla sua esistenza. Ogni foto è un certificato di esistenza.
Elisabetta Goggi

Immagine
Immagine: 
Percorso fotografico

Ricordi dalla spiaggia di Sestri

Sottotitolo: 
fotofoto

Normal
0

14

false
false
false

IT
X-NONE
X-NONE

MicrosoftInternetExplorer4

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:"Tabella normale";
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-priority:99;
mso-style-qformat:yes;
mso-style-parent:"";
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:11.0pt;
font-family:"Calibri","sans-serif";
mso-ascii-font-family:Calibri;
mso-ascii-theme-font:minor-latin;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-fareast-theme-font:minor-fareast;
mso-hansi-font-family:Calibri;
mso-hansi-theme-font:minor-latin;
mso-bidi-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-theme-font:minor-bidi;}

In certi casi la fotografia suscita sorpresa in chi la osserva a distanza di tempo: quando e perché e talvolta dove il fotografo ha deciso di riprendere quell’immagine, di fermarla per sempre e di tramandarla in quella forma? Una spiaggia urbana ripresa in anni in cui i bagnanti cercavano refrigerio nel mare o si sdraiavano al sole, mentre ai bordi sorgevano ancora costruzioni provvisorie e capanni per la pesca.. Un mare spesso appena suggerito ai margini dell’inquadrature, perché importante era la figura umana; le costruzioni e l’acqua erano soltanto la cornice, l’occasione contingente per tramandare il ricordo di un momento felice. Ecco allora le foto di bagnanti in posa, a gruppi, evocanti momenti di allegre  gite, di compagnia. In certi casi si tratta di gruppi compositi per età e sesso, appartenenti allo stesso ceto sociale. Ciò che per primo colpisce in questo caso sono i costumi da bagno: ascellari o con monospalle o bretelle per gli uomini, veri e propri abiti, spesso scuri bordati di bianco per le donne. Per i bambini semplici slip. Per tutti, molto spesso, cappelli “da spiaggia”: in stoffa, paglia o fazzoletti annodati in maniera originale.

 
Altre volte si tratta di gruppi omogenei: donne – con bambini e bambine – ragazzi, vigorosi nuotatori  che esibiscono il loro fisici non ancora palestrati…
 

La storia prende forma solo se la si guarda e per guardarla bisogna esserne esclusi: si tratta della vita di persone che appartengono alla generazione precedente alla nostra, contemporanea ai nostri nonni o al massimo ai nostri bisnonni, poco tempo fa, in termine di anni, ma tantissimo tempo fa in termine di cambiamenti di vita. Sappiamo che nel solo XX secolo il progresso tecnologico è stato superiore alla somma dei progressi verificatisi nel corso di tutti i secoli della storia dell’uomo precedenti. Osservare una fotografia è come ripercorre a ritroso il tempo, rivivere la vita delle persone che ci hanno preceduto di poco nella storia.
 
Quelle persone sono state là, hanno voluto concludere una giornata di festa, o interrompere le loro attività di una giornata di festa, per porsi davanti all’obiettivo affidando al fotografo il compito di fissare per sempre quel gruppo, in modo che, nelle diverse copie, a distanza di anni, ciascuno potesse ritrovarsi, individuarsi tra tante altre persone  e ricostruire una pagina di storia personale.
 
Tutte quelle persone si erano messe in posa, hanno deciso di collocarsi in un certo modo per essere tutte ben visibili, per creare un gruppo armonioso Guardando quelle foto si ritrova l’istante di tanto tempo fa, l’immobilità della foto presente sulla registrazione passata. Chi si è posto davanti all’obiettivo è rimasto per sempre impresso sulla carta fotografica , ricorda per sempre che chi è qui adesso, davanti ai miei occhi che lo guardano, che lo cercano tra tanti volti, è stato là, un tempo, insieme a quelle persone ed ha deciso di tramandare nel tempo il ricordo di sè di coloro che gli erano attorno.  La fotografia per alcuni ha l’effetto di rievocare il passato (Proust) per altri di attestare che ciò che si vede è effettivamente stato.
 
La data è importante, perché, leggendola, si può fare subto il conto degli anni che separano dalla foto. Una foto del 1900 ritrae persone che oggi sono tutte morte, anche quei bambini dall’espressione fiduciosa o spaventata, anche quei neonati protetti dalla luce del sole da…In questo senso la foto  punto di riferimento, misura del tempo, in cui io divento protagonista,, sia pure esterno. La foto dice sicuramente ciò che è stato, la foto sembra non menta mai, può mentire sul senso  della cosa, su alcuni particolari, quasi mai sulla sua esistenza. Ogni foto è un certificato di esistenza.
 

Immagine
Immagine: 

Bagnanti

Sottotitolo: 
Ricordi dalla spiaggia

Normal
0

14

false
false
false

IT
X-NONE
X-NONE

MicrosoftInternetExplorer4

  In certi casi la fotografia suscita sorpresa in chi la osserva a distanza di tempo: quando e perché e talvolta dove il fotografo ha deciso di riprendere quell’immagine, di fermarla per sempre e di tramandarla in quella forma? Una spiaggia urbana ripresa in anni in cui i bagnanti cercavano refrigerio nel mare o si sdraiavano al sole, mentre ai bordi sorgevano ancora costruzioni provvisorie e capanni per la pesca.. Un mare spesso appena suggerito ai margini dell’inquadrature, perché importante era la figura umana; le costruzioni e l’acqua erano soltanto la cornice, l’occasione contingente per tramandare il ricordo di un momento felice. Ecco allora le foto di bagnanti in posa, a gruppi, evocanti momenti di allegre  gite, di compagnia. In certi casi si tratta di gruppi compositi per età e sesso, appartenenti allo stesso ceto sociale. Ciò che per primo colpisce in questo caso sono i costumi da bagno: ascellari o con monospalle o bretelle per gli uomini, veri e propri abiti, spesso scuri bordati di bianco per le donne. Per i bambini semplici slip. Per tutti, molto spesso, cappelli “da spiaggia”: in stoffa, paglia o fazzoletti annodati in maniera originale.

 Altre volte si tratta di gruppi omogenei: donne – con bambini e bambine – ragazzi, vigorosi nuotatori  che esibiscono il loro fisici non ancora palestrati…
 La storia prende forma solo se la si guarda e per guardarla bisogna esserne esclusi: si tratta della vita di persone che appartengono alla generazione precedente alla nostra, contemporanea ai nostri nonni o al massimo ai nostri bisnonni, poco tempo fa, in termine di anni, ma tantissimo tempo fa in termine di cambiamenti di vita. Sappiamo che nel solo XX secolo il progresso tecnologico è stato superiore alla somma dei progressi verificatisi nel corso di tutti i secoli della storia dell’uomo precedenti. Osservare una fotografia è come ripercorre a ritroso il tempo, rivivere la vita delle persone che ci hanno preceduto di poco nella storia.
 Quelle persone sono state là, hanno voluto concludere una giornata di festa, o interrompere le loro attività di una giornata di festa, per porsi davanti all’obiettivo affidando al fotografo il compito di fissare per sempre quel gruppo, in modo che, nelle diverse copie, a distanza di anni, ciascuno potesse ritrovarsi, individuarsi tra tante altre persone  e ricostruire una pagina di storia personale.
 Tutte quelle persone si erano messe in posa, hanno deciso di collocarsi in un certo modo per essere tutte ben visibili, per creare un gruppo armonioso Guardando quelle foto si ritrova l’istante di tanto tempo fa, l’immobilità della foto presente sulla registrazione passata. Chi si è posto davanti all’obiettivo è rimasto per sempre impresso sulla carta fotografica , ricorda per sempre che chi è qui adesso, davanti ai miei occhi che lo guardano, che lo cercano tra tanti volti, è stato là, un tempo, insieme a quelle persone ed ha deciso di tramandare nel tempo il ricordo di sè di coloro che gli erano attorno.  La fotografia per alcuni ha l’effetto di rievocare il passato (Proust) per altri di attestare che ciò che si vede è effettivamente stato.
 La data è importante, perché, leggendola, si può fare subto il conto degli anni che separano dalla foto. Una foto del 1900 ritrae persone che oggi sono tutte morte, anche quei bambini dall’espressione fiduciosa o spaventata, anche quei neonati protetti dalla luce del sole da…In questo senso la foto  punto di riferimento, misura del tempo, in cui io divento protagonista,, sia pure esterno. La foto dice sicuramente ciò che è stato, la foto sembra non menta mai, può mentire sul senso  della cosa, su alcuni particolari, quasi mai sulla sua esistenza. Ogni foto è un certificato di esistenza.
 

Immagine
Immagine: 

Se la città è una Bellezza Imprigionata

Sottotitolo: 
Vie, Piazze, case, condomini, abitare a Sestri e Cornigliano. Basta addentrasi nella mostra per capire il senso dell’abitare in questi spazi, spazi che si possono ben identificare in tante città italiane ed europee. Le immagini sono un testo scritto, fanno leggere, intuire a tutti noi e attendono risposte per liberare la bellezza che contengono.La loro forza evoca emozioni che, più delle parole, rendono la misura di ciò che vogliono rappresentare. Chiaroscuri, ombre, luci, colori, segni, spazi, corpi e persone diventano metafora di architetture e di vita quotidiana.

Una città diversa, bella e condizionata da spazi e strutture. Giustamente e non a caso il titolo della rassegna  è Bellezza Imprigionata. Le immagini della galleria fotografica sono state tratte dal volume: Bellezza Imprigionata, appunto, nato da un’idea di Giacomo Ricciuti, amministratore di alcuni condomini del Medio Ponente:  in via Antonio S. Elia, via Piero Maroncelli, via della Benedica, via Pietro Metastasio, via Baldovino Biglietti, via Due Dicembre.
Perché, si chiede Antonello Cassan, l’editore, un privato, un professionista, ha sentito  la necessità di pubblicare un libro, far sviluppare il suo progetto dalle fotografe Elisabetta Goggi e Diana Lapin , di organizzare una mostra e rendersi ambasciatore, in questo modo singolare, per gli spazi abitativi di 4500 famiglie? Si sente spettatore di qualcosa che non va da troppo tempo e vede i suoi amministrati sempre più deboli e sempre meno ascoltati? Interi quartieri scivolano pericolosamente nel degrado? Sente la necessità di sollecitare i pubblici doveri…?
Basta addentrasi nella mostra, nelle splendide immagini, per capire il senso dell’abitare in questi spazi, spazi che si possono ben identificare in tante città italiane ed europee. Le  immagini sono un testo scritto, fanno leggere, intuire a tutti noi e attendono risposte per liberare la bellezza che contengono.
La loro forza evoca emozioni che, più delle parole, rendono la misura di ciò che vogliono rappresentare. Chiaroscuri, ombre, luci, colori, segni, spazi, corpi e persone diventano metafora di architetture e di vita quotidiana.
Come osserva Elisabetta Papone, si tratta di immagini che non lasciano indifferenti,  anche perché sanno utilizzare il  ritmo, il linguaggio, le inquadrature giuste. Rientrano a pieno titolo, e consapevolmente, nella tradizione della fotografia “impegnata”: che è tale non solo e non tanto perché si occupa di temi di interesse collettivo, ma perché lo fa in maniera dichiarata, trasparente, senza paura di schierarsi e prendere posizione. Va da sé che GenovaFotografia, progetto nato all’interno dei musei civici genovesi per promuovere e valorizzare la cultura fotografica diffusa sul territorio, senta profondamente congeniale ai propri intenti questo lavoro.
In tal modo il simbolismo magico dell’arte fotografica diventa spunto per un importante traguardo di rinnovamento per questi ambienti urbani. Luoghi ai margini diventano i protagonisti di sensazioni mai sopite in ciascuno di noi: la rappresentazione di ciò che si ammira, si fa emozione, turbamento, sottile inquietudine, si trasforma in desiderio di rinascita.

Immagine
Immagine: 
Percorso fotografico
immagini di Elisabetta Goggi e Diana Lapin

Coro Monti Liguri

Sottotitolo: 
Chiesa dell'Annunziata
- Coro MONTI LIGURI - 
 
Il Coro Monti Liguri di Genova, nato nel 1990 dalla passione per i canti di montagna e da sempre diretto dal maestro Enrico Appiani, coltiva un repertorio ricco e vario di origine popolare, esteso a canti d’autore, liturgici e natalizi, spesso con rielaborazioni originali per voci miste. Fino ad oggi ha tenuto oltre 450 concerti soprattutto a Genova e in Liguria, per animazione, divulgazione del canto popolare, beneficenza, feste e ricorrenze.  
 
Sono ben 20 le partecipazioni al Convegno Ligure delle Corali, importante rassegna regionale, e numerosi i viaggi compiuti in Italia e all’estero, per gemellaggi con cori simili e partecipazioni a rassegne e festival.  Fra le trasferte più significative citiamo il Festival Cori “Alta Pusteria” (2007), il Festival Internazionale “Cantate Croazia” (2011), i “Concerti per la Comunità Tabarchina” a Calasetta e Carloforte (2012), “Note d’Estate” a Duino (TS) (2017), “Concerto di Primavera” a Sesto Calende (VA) (2018); “Rassegna d’Autunno” a Scandiano (RE) (2019), “Canti in Abbazia” nel Duomo di Carrara (2019).
 
In collaborazione col Comune di Genova e con i Municipi Medio Ponente e Ponente, anima concerti cittadini e contribuisce a coltivare i legami storici fra le comunità di Genova Pegli e Carloforte (Sardegna). A scopo di divulgazione culturale del canto popolare e della polifonia a cappella, dal 2014 organizza la Rassegna “Cor(r)i a Ponente”, che promuove l’interscambio con cori di altre regioni italiane, analoghi per organico e repertorio. I due CD del coro sono “Strazetti e...Zime” (2000) e “Venti di Armonia” (2010).  Ad oltre trent’anni di attività il coro conserva intatta la passione per il canto come libera espressione artistica, amichevole e volontaria, sempre pronto ad accogliere nuovi coristi.  
 
Nel 2020, anno del Trentennale di fondazione, la ben nota emergenza sanitaria ha fatto rinviare i concerti ed eventi speciali per celebrare la ricorrenza. Anche in questo frangente, maestro e coristi sono rimasti uniti a distanza ed hanno prodotto diversi “cori virtuali”, che si possono vedere e ascoltare sul nostro sito e sui canali social, per restare vicini al nostro pubblico. Sugli stessi canali possono essere trovati aggiornamenti e programmi delle attività. Siete curiosi di sentirci o interessati a cantare con noi? Restate sintonizzati sul Coro Monti Liguri, per ritrovarci presto! 
 
Contatti e informazioni del Coro Monti Liguri:
www.coromontiliguri.it
www.facebook.com/CoroMontiLiguri/
diversi video e presentazioni su Youtube.com 
email: info@coromontiliguri.it 
Enrico Appiani (maestro): 348-2609950
Maria Luisa Cassano (presidente): 331-7642363 
 
Immagine
Immagine: 
Mostra fotografica
Condividi contenuti