Maria a Neigra

Maria Barabino (1906 – 1987)

Maria a Neigra
Maria Barabino (1906 – 1987)

Era una persona di animo buono e generoso. Il marito scherzosamente la chiamava “a foresta” perché era originaria di Sampierdarena. Unica donna, mandava avanti senza tanti grilli per la testa una famiglia numerosa composta da ben sei uomini. E da altrettante bocche – ci sarebbe da aggiungere - che la costringevano a veri e propri salti mortali in cucina nel tentativo, destinato sempre al fallimento, di conciliare il magro bilancio familiare con il feroce appetito della truppa. In tempo di guerra era proprio il mangiare il vero dramma, con il pane chiuso a chiave nel cassetto e gli avanzi della minestra conservati nel fedele “bölacchin”, che durante i bombardamenti faceva tante di quelle volte la strada da casa al rifugio e viceversa …
La fame era così incalzante, che qualcuno andava addirittura a mangiare davanti allo specchio per ricavarne l’impressione, illusoria, di mandare giù il doppio del cibo. A quei tempi se si voleva fare un complimento a una persona gli si diceva: “Come sei bello grasso!” Oggi una frase del genere come minimo offende.
Maria “ a Neigra” era così chiamata per i suoi capelli corvini, quando tutti nella cittadina si conoscevano per i soprannomi, quella forma di vivere che accomuna i grandi che si conoscono, si apprezzano e parlano la stessa lingua. Anche se in definitiva non c’era poi tanto da ridere, rimaneva una donna di spirito: sapeva raccontare molto bene le barzellette, quando andava a comprare nei negozi, dopo un po’, sembrava di essere al cinema.
Il suo massimo divertimento era la domenica, quando si recava ai trogoli con delle enormi conche stracolme di indumenti e tute da lavoro. Lì si trovava sempre in buona compagnia, perché all’epoca – in assenza di lavatrici – il bucato non era fatto tutti i giorni. Era un po’ come darsi un appuntamento, anche se l’occasione non era certo delle più piacevoli, impegnate com’erano – curve sulla “ciappa” – a sfregare con grossi pezzi di sapone i “tòni” di mariti e figli nel tentativo di togliere, se non del tutto, almeno una buona parte di sporco. Le domeniche più vivaci erano senz’altro quelle passate (sempre con le mani a bagno) in compagnia della “Gallinetta”, e della “Guercetta” e della Giuditta, veri e propri personaggi popolari. Altro che Trio Lescano!
“Tagliavano dei cappotti”, come si dice, da far invidia alle famose sorelle Fontana.
Maria “a Neigra” nel ’44 è stata protagonista di un episodio di grande coraggio che vi racconteremo presto con il prossimo personaggio – Iolanda “a Rossa”